Gianni Borsa

Gianni Borsa

Da Atene a Londra, passando per Roma: Europa politica in fibrillazione

Le elezioni europee, e alcune tornate amministrative e legislative, segnano il panorama continentale. Vienna e Bucarest sono scosse dagli scandali, Londra è nel caos e non si vede il punto di arrivo di un Brexit "regolato". E mentre la Spagna marcia verso sinistra, Polonia e Grecia tirano verso destra. In mezzo l'Italia, con il premier Conte che dà l'ultimatum ai partiti di governo

L’Europa dopo il voto riparte da Tusk, l’ottimista. Italia a rischio-isolamento

I capi di Stato e di governo riuniti il 28 maggio a Bruxelles hanno valutato i risultati delle elezioni e discusso sulla definizione delle principali cariche - i top job - dell'Unione. Secondo il presidente del Consiglio europeo la "casa comune" si rafforza con il voto popolare e dietro lo spauracchio del disastroso Brexit. Manca invece una riflessione approfondita sull'avanzata sovranista in alcuni Paesi

Dopo il voto, rebus Europa. Ma a Strasburgo resiste una maggioranza pro-Ue

Dalle urne del 23-26 maggio emerge una Ue più che mai "unita nella diversità". Parliamo infatti di votazioni “europee”, ma in realtà si è di fronte a una sommatoria di elezioni “nazionali”, nelle quali prevalgono ancora una volta elementi e fenomeni di politica interna, in assenza di una opinione pubblica continentale, di partiti e di media transnazionali, e soprattutto in carenza di un vero e diffuso senso della “cittadinanza europea”. Lo conferma la lettura dei dati Paese per Paese, dall'Italia alla Germania, dal Regno Unito alla Francia, passando per Polonia, Spagna e Ungheria

Dalla Spagna un segnale all’Europa: “Sì, se puede”. Vittoria socialista, ultradestra alle Cortes

Il voto parlamentare aggiudica il primo posto ai socialisti, penalizza i popolari, assegna un buon risultato alla destra moderata di Ciudadanos. Gli antieuropeisti di Vox salgono al 10 per cento. Numerosi seggi alle formazioni regionali o indipendentiste. Non c'è una maggioranza per governare: e già si guarda alle europee del 26 maggio. Sanchez (Psoe) non ha dubbi: “Formeremo un governo pro Ue”

Radiografia del populismo. Sorge e Tintori: “Fa male al popolo”

Uno dei mali della politica attuale – ossessionata dal consenso – è “la superficialità con la quale si pone dinanzi a problemi complessi, come immigrazione, povertà e disoccupazione, evitando di indagare le radici profonde dei mali che affliggono la società italiana” e producendo “risposte scomposte che alimentano un clima sociale aggressivo e divisorio”. A colloquio con Chiara Tintori, coautrice, assieme a padre Sorge, di un libro che farà discutere. Il populismo, sostengono, “è privo del senso dello Stato, uccide il bene comune e sacrifica l’apparire all’essere”. Sempre più necessari cultura, formazione e dialogo. Il popolarismo sturziano come “antidoto” alle derive odierne. “Le elezioni europee saranno una buona occasione per arginare i rigurgiti nazionalisti”