“Una cosa è certa: il popolo ucraino non può e non deve essere lasciato solo. Essere accanto significa togliere veleno alla guerra, ma anche collaborare fattivamente perché le evacuazioni funzionino, i musei vengano protetti, il turismo riparta, i bambini siano tutelati, i giovani possano conservare la speranza di costruire un’Europa migliore di oggi”, dice al Sir il portavoce del Movimento europeo di azione nonviolenta
Sono tre le donne nominate oggi da Papa Francesco tra i membri del Dicastero per i vescovi: suor Raffaella Petrini, segretario generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, e suor Yvonne Reungoat, già superiora generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Con loro anche Maria Lia Zervino, presidente dell’Unione mondiale delle organizzazioni femminili cattoliche.
In Ucraina l’Unicef ha unito i suoi sforzi insieme al Ministro dell’Istruzione e della Scienza, al Ministero della Salute, al Ministero delle Politiche sociali e il Centro di riabilitazione dell’infanzia Dzherelo per rispondere ai bisogni dei bambini con disabilità colpiti dalla guerra.
Il portavoce del Movimento europeo di azione nonviolenta, appena partito alla volta di Kiev, dove lunedì 11 si terrà la prima marcia non violenta dallo scoppio del conflitto, dice al Sir: “L’Ucraina è una terra aggredita ed un popolo che va ascoltato, tutto il resto viene dopo. Dall’ascolto possono poi emergere soluzioni creative che oggi nemmeno immaginiamo”
“La scelta del Parlamento europeo, su proposta della Commissione, di includere il nucleare e il gas tra le fonti energetiche pulite e, quindi, assimilabili alle rinnovabili in nome della cosiddetta tassonomia, che dovrebbe rappresentare una essenziale modalità per la decarbonizzazione entro il 2050 dell’economia continentale, è poco ambiziosa, dolorosa e soprattutto pericolosa”.
“Il nostro sforzo quotidiano è quello di garantire la sostenibilità di questa straordinaria opera di ricerca e di cura, non solo sul piano economico, ma anche e soprattutto sociale”, ha sottolineato la presidente del nosocomio, Mariella Enoc. Mons. Galantino: “Vicinanza e competenza”
È la seconda volta, in una decina di anni, che Maria Rossi, nome di fantasia, ospita nella sua casa famiglia una donna che deve ancora finire di pagare il suo debito con la giustizia ma che ha un figlio con sé. “È un’esperienza faticosa ma bella”, ci racconta
Sono partiti da Kiev mercoledì 29 giugno, mentre i pullman del Progetto Mean-Movimento europeo di azione nonviolenta viaggiavano da lunedì sera. Punto di ritrovo, Medyka, confine polacco-ucraino.
Pedemonte di Serra Riccò è un Comune, nell’immediato entroterra di Genova, che, dall’inizio dell’emergenza ucraina fino ad oggi, ha accolto una trentina di famiglie ucraine, dando vita a una piccola rete territoriale di emergenza, a cui partecipano il Comune, la Protezione civile locale, due enti di pubblica assistenza, un gruppo di Alpini e una Conferenza della Società di San Vincenzo De Paoli. Lo rende noto il settimanale cattolico di Genova, “Il Cittadino”.