A “Maria Assunta in cielo, regina della pace, rivolgo la mia preghiera perché i violenti lascino intenerire il loro cuore indurito dalle sue parole di pace e di fede, registrate dal Vangelo di Luca; quelle parole pronunciate secoli e secoli fa appartengono ad un tempo crudele e violento, non meno di quanto lo sia l’oggi della nostra città e del nostro territorio.
“Non si possono fare referendum su tutto. Ci sono diritti inviolabili della persona, previsti nei primi articoli della Carta costituzionale, che non sono sottoponibili a referendum”.
“La raccolta delle firme per il referendum sull’eutanasia è un’altra nube scura che i radicali fanno piombare sul nostro Paese. Purtroppo non c’è da stupirsi visto che la mentalità eutanasica è già tutta ricompresa nella cultura abortista”.
Alla ribalta della cronaca ci sono stati negli ultimi tempi alcuni infortuni mortali, gli ultimi due ad Asti e in provincia di Bergamo: per non dover registrare più questi drammi servono controlli, prevenzione, formazione, educazione già a livello scolastico e combattere la piaga del sommerso, ci dice il segretario confederale della Cisl
“Ponti ad Amman” è un progetto ideato dall'Università Cattolica ed è finanziato dal Servizio per gli Interventi caritativi a favore del Terzo Mondo della Cei, con il supporto di Gemelli Medical Center e coordinato, a nome del Patriarcato Latino, dall’Associazione Habibi Valtiberina, che da anni lavora in Medio-Oriente. “Oggi è sicuramente un momento di festa perché, finalmente, con grande creatività, si aggiunge un tassello importante al bel mosaico dell’accoglienza e dell’attenzione all’umanità ferita”, scrive il presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti, in un messaggio in occasione della benedizione della Casa del Sacro Cuore
La reliquia è custodita nella Collegiata di Santa Maria Assunta, una chiesa cistercense del 1177, ed è menzionata per la prima volta proprio nell’atto di consacrazione dell’edificio di culto
“Sono d’accordo che ci sia la richiesta di Green pass per il personale scolastico perché il mondo della scuola ha bisogno di sicurezza e serenità. L’anno scorso abbiamo vissuto un anno molto delicato, con la necessità di fare tamponi e documentazioni, che ha appesantito l’iter scolastico e non ha reso la vita dei ragazzi a scuola serena. Abbiamo fatto un bel passo in avanti ma il momento è molto delicato, perciò bisogna adottare le misure necessarie. A scuola i ragazzi stanno più di 40 ore a settimana, pertanto chi entra in aula deve rispettare regole, altrimenti non usciamo dall’emergenza”.
“Come Federazione siamo sempre stati favorevoli a una ripresa dell’attività in presenza da settembre. Lo abbiamo detto in tutte le sedi e abbiamo collaborato in maniera particolarmente attiva lo scorso anno con il Ministero dell’Istruzione perché ci occupiamo di una fascia di età in cui la Dad ha ben poco a che vedere, se non marginalmente, rispetto a un’attività che una scuola deve svolgere. Dunque, per noi o si è in presenza o si rinuncia molto”.