Non polarizzare la discussione su presenza o non presenza a scuola, ma pensare a modelli più solidali, misti e creativi, con un'alleanza sui territori tra scuola, famiglie, Comune e Terzo settore per raggiungere anche le periferie più povere ed evitare che la cultura dello scarto travolga chi è all'inizio della vita. E, ancora, investire di nuovo nell'istruzione, dopo i tagli degli ultimi anni. Questa la ricetta offerta dal vice presidente dell’impresa sociale “Con i Bambini” per "uscire dal guado" in cui ci troviamo ora, a causa della pandemia
“Con la proclamazione di Procida capitale italiana della cultura 2022 viene riconosciuto tutto un percorso che l’isola ha compiuto nei secoli, anche grazie alle radici culturali e spirituali che hanno contribuito a mantenere Procida aperta al mondo e all’inclusione”.
In Italia l’apertura delle scuole superiori in presenza, almeno parzialmente, è a macchia di leopardo: ogni Regione ha stabilito una data. Intanto, in molte città gli studenti protestano reclamando il diritto di lezioni a scuola. Delle difficoltà che stanno vivendo in questi tempi i ragazzi parliamo con la segretaria del Msac di Bergamo
«I nostri ragazzi hanno bisogno di tornare in aula per raggiungere istruzione adeguata e benessere psico-fisico», lo sostiene Sos Villaggi dei Bambini. Perdita di stimoli, passività, rischio dispersione scolastica e incremento delle diseguaglianze sociali: questi i danni, a lungo andare, provocati della Didattica digitale integrata. Ora è il momento anche di accogliere le richieste degli studenti.