"Davanti alla frattura educativa contano più il fascino e la bellezza della sfida che abbiamo davanti rispetto alla fatica, al sacrificio che ci viene chiesto. È necessario lo sguardo della fiducia, senza la quale non si può educare”. Lo dice Ernesto Diaco, commentando le parole del card. Bassetti all'apertura dell'ultimo Consiglio episcopale permanente. L'impegno della Fidae e della Fism in risposta all'emergenza
Tra chi ha sofferto le conseguenze dell'emergenza sanitaria ci sono bambini, giovani e famiglie. A loro non dobbiamo pensare "astrattamente" ma con loro "operare", come ha invitato a fare il card. Gualtiero Bassetti, all'apertura dei lavori del Consiglio episcopale permanente, per ricucire la frattura educativa causata dalla pandemia. Le voci di don Michele Falabretti, di Gigi De Paolo e di una giovane educatrice di Ac
“Abbiamo seguito con trepidazione e preoccupazione gli sviluppi della recente crisi politica, ben sapendo che l’Italia ha bisogno di unire le forze per affrontare le pesanti, persino tragiche, ricadute della pandemia da Covid-19. Quest’emergenza, come segnalavo al Consiglio episcopale permanente del 26 gennaio scorso, ha posto in evidenza fratture molteplici: sanitarie, sociali, economiche, educative, generando fra l’altro nuove e diffuse povertà”.
Il mondo ha superato i cento milioni di contagi per il coronavirus, ma ci sono cifre ancora più terribili che riguardano la fame e la povertà. Da qui parte la 62ª campagna dell'organizzazione della Chiesa cattolica spagnola "Contagia la solidarietà per porre fine alla fame" nei Paesi più poveri del pianeta. Domenica 14 febbraio la colletta nazionale
L’adolescenza non è solo una fase di transizione tra infanzia e età adulta. È l’età in cui ragazze e ragazzi compiono molte delle decisioni che definiranno la loro vita successiva, a partire dalla scuola. È negli anni della preadolescenza, ad esempio, che deve essere presa una delle decisioni più importanti per il corso della vita successiva, quella del percorso di studi. Ed è a quell’età che emergono in modo forte i divari negli apprendimenti, troppo spesso collegati con l’origine sociale, e che avranno un’influenza nella successiva scelta di abbandonare la scuola