Oggi sono più di 7.500 le persone che vivono in condizioni disperate a Lesbo, stipate sotto tende estive, prive di riscaldamento e continuamente allagate dalle piogge che investono l’isola.
Sono passati dieci anni da quella giornata di aprile, trascorsa nel campo di sterminio di Auschwitz. Federico oggi di anni ne ha 31. Da piccolo i medici lo avevano dato per spacciato, ma si sbagliavano.
La Bibbia racconta la storia di tante famiglie che hanno intrecciato il loro cammino con quello di Dio, che – tra alti e bassi (spesso molti bassi) – si è fatto loro compagno di strada.
In vista della Domenica della Parola, che si celebra il prossimo 24 gennaio, l’arcidiocesi di Vienna lo ha intervistato e ha raccontato la sua storia su Fb e sulla sua pagina web.
Un pomeriggio al mese, per 4 ore, il 54enne Franz Jung – che di “professione” fa il vescovo di Würzburg – lascia le insegne episcopali e indossa il gilet blu dei volontari della Bahnhofsmission.
In oltre trent’anni di ricerche, Martin Reiter ha raccolto circa 400 cartoline natalizie, una selezione delle quali è al centro di una mostra allestita fino a fine gennaio 2021 nella stazione centrale di Innsbruck. Sono cartoline che raccontano le storie di persone e famiglie che hanno attraversato periodi difficili, come le due guerre mondiali. Sono uno spaccato attualissimo di come si sono succeduti, nel tempo, i diversi stili artistici e le mode. A tenere insieme tutte queste vite illustrate e raccontante, si ritrovano sempre le parole di “Stille Nacht”
“Non possiamo risolvere tutti i problemi e le sofferenze del mondo – scrive l’arcivescovo di Vienna – ma non dobbiamo ignorare chi bussa alla nostra porta in cerca di un rifugio. Anche Gesù è stato un rifugiato”.
“Chiedo a Dio di suscitare nei cuori di tutti il rispetto per la vita dei nostri fratelli, specialmente dei più fragili e indifesi, e di dare forza a coloro che la accolgono e se ne prendono cura, anche quando ciò richiede un amore eroico”. (Papa Francesco, tweet di mercoledì 16 dicembre 2020)