Nei giorni della Tredicina, in preparazione alla festa del Santo, c'è una serata tutta per i giovani: è la Notte dei miracoli, sabato 8 giugno in Basilica di Sant'Antonio dalle 21.30 alle 24. In questa veglia di preghiera alcuni ragazzi sono disponibili per accogliere i coetanei, insieme anche ai frati, presenti per una benedizione, una preghiera, un momento di ascolto. Organizzata dal Centro per la Pastorale Giovanile del Nord Italia della provincia italiana di sant’Antonio la Notte dei Miracoli è una delle tante iniziative formative e fraterne rivolte ai giovani.
Giunto alla quarantacinquesima edizione, il Premio nazionale della Bontà organizzato dall’Arciconfraternita di Sant’Antonio dà il via al Giugno Antoniano con le due cerimonie di premiazione. Quella civica, sabato primo giugno e quella religiosa domenica 2. Il tema scelto quest’anno richiama le parole che papa Francesco ha rivolto ai giovani al Circo Massimo l’11 agosto del 2018: “Non è sufficiente non fare il male per sentirsi giusti. È necessario fare il bene e promuovere ogni bene nella società”. Un Premio che apre una finestra inattesa su un mondo fatto di persone buone e su ragazzi che guardano al futuro con speranza ed entusiasmo. Il primo giugno alle 21 ci saranno i Pueri Cantores del Veneto accompagnati dall'Orchestra barocca I Musicali Affetti. Durante la serata anche l’intervento di Gregoire Ahongbonon, il “Basaglia d’Africa”, che presenterà brevemente il progetto di Caritas Antoniana in Togo con le persone che soffrono i malattie mentali. Il 2, invece alle 11, la cerimonia religiosa, con la messa alla presenza, per la prima volta, del delegato pontificio della Basilica di Sant’Antonio, monsignor Fabio Dal Cin.
I partecipanti. Più di mille le opere giunte, in gran parte dalle scuole primarie. Il caso di Alessio Chiovelli di Savone, premiato, figlio di Andrea, vincitore nel 1998. Sono ben 1.017 le opere partecipanti al Premio della Bontà 2019: 709 delle scuole primarie, 235 delle secondarie di primo grado, 53 delle superiori, 17 lavori multimediali, tre fuori concorso.
L'estate 2019 per i giovani della Diocesi sarà alla ricerca di un’esperienza che mostri il volto di una Chiesa che risponde “Eccomi” alla chiamata del Signore, come ha fatto Maria. Un campo di servizio, un pellegrinaggio, un cammino sulle orme di un Santo, un viaggio di gruppo: ogni proposta va bene purché incontri un “pezzetto” di Chiesa. Un' idea semplice, personalizzabile, adattabile alle esigenze e caratteristiche dei tanti gruppi giovani. A conclusione dell’estate, il 15 settembre, i vari gruppi si ritroveranno per un momento di festa, di confronto e preghiera insieme al Vescovo Claudio, in Basilica di Santa Giustina.
Ausiliatrice, oppure aiuto dei cristiani, in latino Auxilium christianorum, è uno dei titoli con i quali viene invocata Maria. Maria Ausiliatrice è la Madonna di Don Bosco. Un connubio indissolubile. Non c’è Don bosco senza Maria Ausiliatrice. Una figura che ha avuto un ruolo importante nella vita di Don Bosco, dalla nascita, quando la mamma lo consacra alla Beata Vergine fino ai sogni premonitori. Il 24 maggio è festa anche negli istituti salesiani padovani, al Liceo Maria Ausiliatrice in Riviera San Bendetto e all’Istituto Don Bosco, in via San Camillo De Lellis.
I ragazzi di prima della scuola secondaria di primo grado del Collegio Dimesse a Padova sono pronti per la gita di tre giorni ad Enego, nella casa Sacro Cuore delle Dimesse. Un’esperienza residenziale che si inserisce in un progetto formativo importante: uno stare insieme che arricchisce il rapporto di amicizia, un vivere la scuola in modo diverso per favorire la condivisione, la collaborazione e sensibilizzare al rispetto reciproco e dell’ambiente. Una proposta anche per educare allo stupore di fronte alle bellezze del creato.
Domenica 12 maggio alle ore 19, al Santuario in piazzale santa Croce a Padova, si ricorda san Leopoldo. A presiedere la celebrazione sarà monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio consiglio per la nuova evangelizzazione. Una festa che ha preso avvio già il 3 maggio, con la celebrazione della novena durante la quale sono stati organizzati pellegrinaggi e veglie di preghiere. La presenza di monsignor Fisichella è importante non solo perché è il responsabile internazionale dei Santuari, ma anche come ideale conclusione del pellegrinaggio in san Pietro del corpo del Santo, in occasione del giubileo della Misericordia, nel 2016. I fedeli inoltre sono in attesa del Decreto di proclamazione come "patrono di malati oncologici" da parte della Congregazione vaticana per il Culto divino, dopo l'approvazione, votata all'unanimità, dell'Assemblea generale della Conferenza Episcopale italiana lo scorso 15 novembre. Al termine della celebrazione del 12 i sindaci di Borso del Grappa, Romano d’Ezzelino e il commissario di Pieve del Grappa offrono l’olio per la lampada votiva della riconciliazione che arde dal giorno della canonizzazione.
Per la prima volta a Padova, il 9 maggio, nella chiesa di Santa Sofia alle ore 19, all’interno del programma del Festival biblico che si svolge dal 10 al 12 maggio si terrà una veglia ecumenica di preghiera e testimonianza di tutte le chiese cristiane per l’Europa. Tre i momenti in cui è suddivisa la veglia, ognuno scandito da un tema conduttore che viene sviluppato sia nella preghiera sia con una testimonianza. Una proposta per «ridare valore e forza al cammino iniziato 20 anni fa, diffondere e promuovere la cultura della fratellanza e accoglienza. Rimettere in luce che il vangelo è realtà viva, che l’Europa c’è».
Occasione di incontro, di divertimento, ma anche di solidarietà. La Marcia dell'Amore organizzata dal Comitato AGeSc del Collegio Dimesse di Padova è giunta alla 41esima edizione. Sabato 11 maggio a Ponte san Nicolò oltre 500 persone, bambini, genitori, insegnanti, suore, si danno appuntamento per una giornata di condivisione, di incontro, di confronto. Quest'anno lo slogan che accompagna le famiglie è "Uno zaino pieno di sogni": il ricavato dell'evento, infatti, aiuterà alcuni ragazzi meritevoli, impegnati e responsabili della scuola John Paul II di Nyahururu in Kenya dove lavorano le suore Dimesse.