Il Dantedì, la giornata nazionale che sarà dedicata ogni anno, il 25 marzo, al sommo poeta fiorentino è l’occasione per riscoprire un autore vivo e attuale
Mons. Roberto Bevilacqua ha accompagnato, con la sua presenza, i due terzi dei sessant’anni di vita dell’Opera della Provvidenza, di cui è da 25 anni il direttore. Ha messo piede per la prima volta nella Casa di Sarmeola nel 1981.
Il 19 marzo 1960 veniva inaugurata a Sarmeola la grande casa dedicata alle persone con disabilità. All’inizio ospitava soprattutto ragazzi che le famiglie non riuscivano a gestire per la mancanza di servizi sul territorio; oggi accoglie casi gravissimi e malati di Alzheimer
Se fosse ancora tra di noi, a Natale avrebbe sicuramente trovato il momento per riunire la famiglia attorno all'armonium e cantare insieme qualche mottetto tradizionale, di quelli che tanto gli piacevano.
Perché per Giuseppe Stefani – l'organista a cui le comunità di San Pietro di Stra e della Riviera del Brenta hanno tributato con partecipazione l'estremo saluto ormai più di tre mesi fa – la musica era il sapore della vita.
Fossò. La comunità veneziana recupera, con un encomiabile sforzo collettivo, un’importante opera d’arte e di fede che appartiene alla sua storia: un crocifisso ligneo policromo “doloroso” della celebre bottega dei Moranzone. Diego Mazzetto, già protagonista del ritrovamento e del recupero di un prezioso dipinto di Alessandro Longhi appartenente alla parrocchia di Fossò, ha coordinato una nuova importante “operazione di salvataggio”.
Si è concluso il restauro della Madonna con il Bambino della chiesa di San Nicolò a Padova condotto in stretta collaborazione tra Diocesi, Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio e Università. L’opera in terracotta della seconda metà del Quattrocento è stata modellata da Giovanni de Fonduli, un artista originario di Crema che ha lavorato a lungo nella città, permeata dalla lezione di Mantegna e Donatello, e nel contado
Domenica 31 gennaio 1943: la guerra entrava nella sua fase più distruttiva. Il vescovo di Padova Carlo Agostini, a nome della cittadinanza, fece voto di erigere una chiesa dedicata al Cuore immacolato di Maria per chiedere, attraverso la sua mediazione, la protezione del Signore. Prendeva così il via il cantiere di quello che sarebbe diventato il santuario della Madonna Pellegrina.
Settant’anni fa iniziava a Padova il “Grande passaggio” della statua della Madonna che in quasi due anni avrebbe toccato tutte le comunità della diocesi. Un viaggio che, per il momento storico e per il clima religioso e sociale in cui si compiva, suscitò un’incredibile ondata di partecipazione e di devozione concludendosi solennemente l’8 dicembre dell’anno dopo nella basilica del Santo davanti a una folla straripante.
A sette anni dall'inizio del restauro, la grande pala d'altare firmata da Giambattista Tiepolo ha fatto ritorno a Este, dove sta per iniziare la seconda fase del pieno recupero dell'opera. A ospitarla sarà il Museo atestino, nella sala delle Colonne, dove visitatori e fedeli potranno seguire gli interventi sul retro della tela. Per rivedere Santa Tecla in duomo saranno necessari alcuni altri mesi di attesa.