«Quanto sangue deve ancora scorrere perché capiamo che la guerra non è mai una soluzione, ma solo distruzione?» si chiedeva papa Francesco, quasi con la disperazione nella voce, durante l’Angelus di domenica 2 ottobre 2022.
Sempre più attenti e preoccupati per quello che mangiamo, ancora troppo distratti per quello che respiriamo. Sulla qualità dell’aria che entra nei nostri polmoni, due campanelli d’allarme hanno suonato nei giorni scorsi.
La notizia irrompe sui nostri telefonini nella mattinata di martedì scorso (il 30 gennaio, quando questo numero della Difesa è andato in stampa). Sette minorenni padovani indagati dalla Polizia di stato in seguito a una rissa scatenatasi tra due bande rivali tra piazza De Gasperi e la stazione ferroviaria, il 20 gennaio, durante la quale in tre sono rimasti feriti.
Caro direttore, trovo strano che l’intervista al vescovo ausiliare cattolico di Kiev, mons. Oleksandr Yazlovetskyi (La Difesa del 21 gennaio scorso, pag. 14) non abbia suscitato un salutare dibattito tra i lettori.
Dieci miliardi di dollari sull’intelligenza artificiale, con l’obiettivo che i software ragionino sempre più come noi. Il vertice del gotha mondiale dell’economia a Davos, in Svizzera, nella sua edizione 2024 sarà certamente ricordato per l’annuncio shock del fondatore di Facebook, oggi patron di Meta, Mark Zuckerberg.
Suicidio assistito Dopo il “no” del Consiglio regionale veneto rimane l’incertezza. Occorre dare impulso alle cure palliative. La sentenza della Corte Costituzionale del 2019 ha di fatto «aperto una porta» ma non ha decretato il diritto all’assistenza nel togliersi la vita. Le cure palliative oggi raggiungono in Veneto solo il 30 per cento di chi ne ha diritto. La legge nazionale impone di arrivare al 90 per cento entro il 2025
Caro direttore, lunedì scorso ho voluto e “cercato” di rendermi conto della situazione in cui vivono le persone senza dimora – argomento trattato anche nel suo recente editoriale su La Difesa del popolo
Quanto dolore e quanto disagio si nascondono come polvere sotto i tappeti del benessere e dell’indifferenza delle nostre città e dei nostri paesi? Proprio lì, dietro l’angolo dell’incrocio sulla strada che percorriamo ogni giorno per andare al lavoro, a studiare, per fare una semplice commissione, si trova qualcuno che soffre, che non vede un domani, che non è nemmeno in grado di chiedere o accettare l’aiuto delle istituzioni.