La missione. Il vescovo Claudio a luglio è tornato nella prefettura di Robe tre anni dopo l’ultimo viaggio. Grazie al lavoro dei tre missionari in loco, ora ci sono gli elementi per decidere quale presenza mettere in atto. Il 15 settembre si riunisce il consiglio presbiterale
Quella che va consumandosi, un giorno dopo l’altro, è un’estate ad altissima intensità. Le notizie, spesso tragiche, sembrano inseguirci aprendo continui interrogativi che danno l’idea della complessità del mondo che abitiamo. Quanto durerà il sollievo del mondo di fronte alla partenza della prima nave carica di grano dal porto di Odessa dopo oltre cinque mesi di blocco alle esportazioni ucraine che hanno messo in ginocchio molti Paesi del Medioriente, dell’Asia e dell’Africa?
Mentre a palazzo Madama si consumava l’omicidio politico di Mario Draghi, mercoledì 20 luglio, mi trovavo per caso al porto di Carrara. Leggevo nei giornali e nelle agenzie dell’incredibile sgambetto di Lega e Forza Italia al Governo Draghi, servito su un piatto d’argento dal Movimento 5 stelle di Conte – troppo a lungo descritto come alleato affidabile dal Pd di Letta – e davanti ai miei occhi si stagliava l’enorme yacht sequestrato a un oligarca russo che tuttavia apparterrebbe direttamente a Putin.
Dopo tre anni e il restauro del ciclo pittorico di Giusto De’ Menabuoi, prende vita la nuova collaborazione tra la diocesi di Padova e l'impresa culturale Kalatà che rivoluziona l'approccio del visitatore grazie a un ambiente narrativo allestito nella Sala dei canonici che scompone l'opera del pittore fiorentino e prepara l'esperienza immersiva nella visione dal vero degli affreschi sulla vita di Gesù. Il vescovo, mons. Claudio Cipolla: "Poniamo la bellezza al centro dei nostri percorsi educativi". Il Sir rilancia l'approfondimento de "La difesa del Popolo"
Il battistero della Cattedrale, a un anno dalla sua entrata nella lista dei beni patrimonio dell’Unesco, ha rivoluzionato l’esperienza di visita. Dal 9 luglio i visitatori “entrano” dentro gli affreschi di Giusto
È giunto il momento di dire basta e di dirlo con tutta la voce che abbiamo in gola. Dopo cinque mesi di una guerra che non sarebbe mai dovuta cominciare bisogna fare un passo avanti e prendere posizione. Occorre scongiurare il rischio drammatico che il conflitto in Ucraina si incancrenisca e possa durare anni o lustri.
La stagione dei Pride va concludendosi, purtroppo con una scia di polemiche, manco a dirlo, sui social network. In queste settimane, in diverse città del Veneto, sono scese in piazza persone Lgbtq e persone al loro fianco in nome dei diritti, tra cui molti amministratori locali, politici nazionali, genitori di figli gay o lesbiche.