Mons. Santoro ha concluso la Settimana sociale di Taranto consegnando alle parrocchie quattro "piste di conversione e di generatività futura". Per il card. Bassetti, le quattro giornate al PalaMazzola sono state "non un convegno, ma una piattaforma di partenza per dare speranza e avviare dei processi"
“Entro fine mese convocherò un tavolo con le parti sociali e tutti i soggetti responsabili del lavoro per ragionare su un accordo-quadro sullo smart working”.
“Le immagini delle proteste e dei disordini di piazza in alcune città italiane mi hanno colpito profondamente”. Lo ha rivelato il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, nella parte della sua introduzione alla Settimana sociale di Taranto dedicata agli effetti della pandemia, che “ha lasciato una grande eredità. Un’eredità, purtroppo, durissima e incalcolabile nelle nazioni più povere.
“Restiamo insieme, uniti, facciamo fronte comune perché il nostro territorio possa finalmente risollevarsi”. Da Taranto il suo arcivescovo, mons. Filippo Santoro, lancia un appello a non perdere l’opportunità di attuare una autentica “transizione ecologica” utilizzando al meglio i fondi del Next Generation Ue e del Recovery Plan, messi a disposizione dell’Europa per fronteggiare la pandemia.
Il Papa ha aperto la prima giornata della Settimana sociale di Taranto con un messaggio e un videomessaggio. L'introduzione del card. Bassetti e l'intervento di mons. Santoro, davanti a circa un migliaio di partecipanti
La seconda giornata della Settimana sociale è dedicata alle "visioni di futuro" e alle 274 "buone pratiche" censite nel percorso verso Taranto. L'intervento del ministro Enrico Giovannini
“Non possiamo rassegnarci e stare alla finestra a guardare, non possiamo restare indifferenti o apatici senza assumerci la responsabilità verso gli altri e verso la società”.