Per la Festa dei nonni, prendiamo in prestito alcune parole che Papa Francesco ha dedicato a loro. "Una delle cose più belle della vita di famiglia, della nostra vita umana di famiglia, è accarezzare un bambino e lasciarsi accarezzare da un nonno o da una nonna", ha detto Bergoglio ai nonni riuniti in piazza San Pietro con i loro figli e nipoti. "Alberi vivi" nonostante il peso degli anni.
Aspettando "Fratelli tutti", la terza enciclica di Papa Francesco, una carrellata sul tema della fratellanza, al centro delle ultime udienze del mercoledì
Nell'udienza di oggi, svoltasi nel Cortile di San Damaso davanti a circa 500 fedeli, il Papa ha esortato a curare non solo il COvid-19, ma anche "i grandi virus scioeconomici". Non si può tornare alla normalità, che era già "ammalata": bisogna percorrere "un'altra rotta", all'insegna della "tenerezza"
“Il Papa mi ha detto che, dalle indagini della Guardia di Finanza italiana – immagino richieste dalla magistratura vaticana -, apparirebbe che io abbia commesso il crimine e il reato di peculato”.
“Ci troviamo quindi di fronte ad una scelta tra una delle due vie possibili: una porta al rafforzamento del multilateralismo, espressione di una rinnovata corresponsabilità mondiale, di una solidarietà fondata sulla giustizia e nel compimento della pace e l’unità della famiglia umana, progetto di Dio sul mondo; l’altro, dà preferenza a atteggiamenti di autosufficienza, nazionalismo, protezionismo, individualismo e isolamento, tralasciando i più poveri, i più vulnerabili, gli abitanti delle periferie esistenziali. E certamente sarà dannoso per l’intera comunità, causando autolesionismo verso tutti”.
Per Papa Francesco, applicare il “principio di sussidiarietà” significa “condividere le responsabilità” e “lasciar parlare tutti”, anche gli ultimi. Lo ha spiegato durante l'udienza di oggi, nel Cortile di San Damaso, esortando ad applaudire “gli scartati” e a non “ricostruire il passato": “il passato è passato, ci attendono cose nuove”. Anche nel post-pandemia
No ad eutanasia e suicidio assistito, sì alla “compassione” come capacità di stare accanto ai malati, in ogni fase della loro vita. È la lettera Samaritanus bonus, elaborata dalla Congregazione per la dottrina della fede e pubblicata oggi. “Aiutare il suicida è un’indebita collaborazione ad un atto illecito”, il monito del testo: dinanzi a leggi che legittimano – sotto qualsiasi forma di assistenza medica – eutanasia o il suicidio assistito è legittima l’obiezione di coscienza. No ad accanimento terapeutico, sì a cure palliative
“L’eutanasia è un crimine contro la vita umana, perché, con tale atto, l’uomo sceglie di causare direttamente la morte di un altro essere umano innocente”.