“La preghiera, la vicinanza al popolo e l’amore alla giustizia”. Sono le tre “tracce” di san Giovanni Paolo II che il Papa ha ricordato nell’omelia, pronunciata a braccio, della messa trasmessa in mondovisione dall’altare collocato sopra la tomba del papa polacco, nella basilica di San Pietro, in occasione del centenario della nascita di Karol Wojtyla.
“Oggi è la Giornata mondiale della famiglia: preghiamo per le famiglie, perché cresca nelle famiglie lo Spirito del Signore, lo spirito di amore, di rispetto, di libertà”.
“L’Alto Comitato per la Fratellanza umana oggi ha indetto una giornata di preghiera e digiuno, per chiedere a Dio misericordia e pietà in questo momento tragico della pandemia. Tutti siamo fratelli. San Francesco di Assisi diceva: ‘Tutti fratelli’. E per questo, uomini e donne di ogni confessione religiosa, oggi, ci uniamo nella preghiera e nella penitenza, per chiedere la grazia della guarigione da questa pandemia”.
“La preghiera appartiene a tutti: agli uomini di ogni religione, e probabilmente anche a quelli che non ne professano alcuna”. Lo ha spiegato il Papa, nella seconda udienza dedicata alla preghiera, che “nasce nel segreto di noi stessi, in quel luogo interiore che spesso gli autori spirituali chiamano cuore”.
“Oggi è la commemorazione di Santa Luisa di Marillac: preghiamo per le suore vincenziane che portano avanti questo ambulatorio, questo ospedale da quasi 100 anni e lavorano qui, a Santa Marta, per questo ospedale. Il Signore benedica le suore”.
Il Papa ha iniziato oggi un nuovo ciclo di catechesi sul tema della preghiera. Alla fine, un appello per i "lavoratori sfruttati" e per far sì che questa pandemia sia un'occasione "per rimettere al centro la dignità della persona e del lavoro”
Gli sfollati interni sono 41,3 miliardi in tutto il mondo, eppure "non rientrano nel sistema di protezione internazionale previsto dal diritto internazionale dei rifugiati". E' quanto si legge negli "Orientamenti pastorali sugli sfollati interni", a cura della sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale. "I campi sono una soluzione temporanea", la denuncia del documento, in cui si esorta la comunità internazionale a cercare "soluzioni durature" e a lungo termine. Compito della Chiesa è "favorire un'integrazione autentica", dicendo "no" a xenofobia, discriminazioni etniche, abusi di donne e minori, "bambini soldato"