"L'affidamento a Maria è anche un atto pubblico, che riguarda non solo i credenti, ma i diversi modi di essere cittadini". Così il mariologo Gianmatteo Roggio, a proposito del momento di preghiera promosso il 1° maggio dalla Cei al Santuario di Caravaggio. “Fare popolo - spiega - significa saper andare al di là delle polemiche per cercare il vero bene che unisce tutti. Significa: smettiamola di fermarci a ciò che divide e lacera e ritroviamo invece a ciò che ci unisce". Le diverse iniziative in atto nei santuari d'Europa, in tempi di coronavirus
Alla vigilia del mese mariano, il Papa ha esortato a riscoprire la preghiera del Rosario anche in tempi di coronavirus. Ma la sua devozione mariana viene da lontano, dall'infanzia con nonna Rosa, e arriva fino all'elezione al soglio pontificio, con immagini memorabili come quella della preghiera silenziosa durante il viaggio a Fatima o quella davanti alla Madonna delle Lacrime nel Giubileo del 2016.
“La sola testimonianza cristiana, che fa tanto bene a tanta gente perché la segue, dà fastidio a coloro che hanno una mentalità mondana. La vivono come un rimprovero”.
Il Papa ha dedicato l'udienza di oggi alla Giornata mondiale della terra, a cinque anni dalla pubblicazione della Laudato si'. "Abbiamo peccato contro la terra", il mea culpa. "La terra non perdona. Se noi abbiamo deteriorato la terra, la risposta sarà molto brutta", il riferimento all'oggi. Serve "un piano condiviso per scongiurare le minacce contro la nostra casa comune". A partire da due "incontri importantissimi": la Cop 15 a Kunming la Cop26 a Glasgow
“La nostra gente ha sete di libertà, ha sete di salute, ha sete di futuro”. Mons. Antonio Napolioni, vescovo di Cremona, commenta così la scelta della Chiesa italiana di celebrare, il 1° maggio prossimo, l’atto di affidamento a Maria di tutto il popolo italiano nel Santuario di Caravaggio, in diocesi di Cremona e in provincia di Bergamo, e dunque nel pieno epicentro della pandemia di Coronavirus con la quale l’Italia, insieme al resto del mondo, fa i conti ormai da due mesi.
“Ieri ho ricevuto una lettera di una suora, che lavora come traduttrice nella lingua dei segni per i sordomuti, e mi raccontava il lavoro tanto difficile che hanno gli operatori sanitari, gli infermieri, i medici, con i malati disabili che hanno preso il Covid-19. Preghiamo per loro che sono sempre al servizio di queste persone con diverse abilità, ma non hanno le abilità che abbiamo noi”.
“Preghiamo oggi per i governanti, gli scienziati, i politici, che hanno incominciato a studiare la via d’uscita, il dopo-pandemia, questo ‘dopo’ che è già incominciato: perché trovino la strada giusta, sempre in favore della gente, sempre in favore dei popoli”.
“Oggi vorrei ricordare con voi quanto fanno molte donne, anche in questo tempo di emergenza sanitaria, per prendersi cura degli altri: donne medico, infermiere, agenti delle forze dell’ordine e delle carceri, impiegate dei negozi di beni di prima necessità…, e tante mamme. sorelle, nonne che si trovano chiuse in casa con tutta la famiglia, con bambini, anziani, disabili”.