“Indifferenza, egoismo, divisione, dimenticanza non sono davvero le parole che vogliamo sentire in questo tempo”. Si conclude così il messaggio "Urbi et Orbi" del Papa, nella prima Pasqua celebrata nella basilica vaticana "senza concorso di popolo". "Il mio pensiero va sopratutto a quanti sono stati colpiti direttamente dal coronavirus", l'esordio. "Non è questo il tempo dell'indifferenza, non è questo il tempo degli egoismi". Nella parte centrale, un forte appello all'Europa: "Oggi l'Unione europea ha di fronte a sé una sfida epocale, dalla quale dipenderà non solo il suo futuro, ma quello del mondo intero"
Per la prima volta in sette anni di pontificato, il Papa guida la Via Crucis non dal Colosseo, ma dal sagrato della basilica di San Pietro, in una piazza ancora una volta deserta a causa delle misure restrittive imposte dal coronavirus. Le 14 meditazioni, scritte dalla comunità del carcere "Due Palazzi" di Padova, sono storie vere, ma in forma anonima. La preghiera silenziosa di Francesco, davanti al Crocifisso di San Marcello al Corso
“Non cediamo alla rassegnazione, non mettiamo una pietra sopra la speranza”. È l'invito del Papa, nell'omelia della Veglia pasquale, sintetizzato in una parola: “Coraggio”. L’esempio da seguire è quello delle donne che corrono al sepolcro, e che senza saperlo preparano nel buio di un sabato l’alba di una nuova storia. Alla fine, un forte appello: “Mettiamo a tacere le grida di morte, basta guerre! Si fermino la produzione e il commercio delle armi, perché di pane e non di fucili abbiamo bisogno. Cessino gli aborti, che uccidono la vita innocente. Si aprano i cuori di chi ha, per riempire le mani vuote di chi è privo del necessario”
Dedicata ai sacerdoti, nel primo Giovedì Santo senza Messa crismale e senza il rito della lavanda dei piedi, l'omelia della Messa "nella cena del Signore", presieduta dal Papa nella basilica di San Pietro, luogo per tutti i riti pasquali a causa della pandemia di Covid-19. "Oggi vorrei essere vicino a tutti i sacerdoti", dice Francesco, che per primo ricorda i sacerdoti 60 "santi della parta accanto" che finora - insieme ai medici e agli infermieri - hanno dato la loro vita pur di stare accanto ai malati di coronavirus.
Le sette parole di Gesù sulla croce commentate dai cappellani - e da una caposala - degli Ospedali Covid sparsi sulla Penisola. Una "Via Crucis" speciale, dislocata sul territorio, che affianca quella del Santo Padre questa sera, in una piazza San Pietro ancora una volta vuota a causa del coronavirus
"Guardiamo il Crocifisso e apriamo il Vangelo". È il doppio invito del Papa, per la prima Pasqua celebrata in quarantena a causa della pandemia di Covid-19. "La Pasqua ci dice che tutto andrà bene", l'annuncio di speranza con cui si è conclusa l'udienza di oggi, dedicata alla Passione di Cristo, alla vigilia del triduo pasquale. La Settimana Santa, quest'anno, è "una grande liturgia domestica, perché non possiamo andare in chiesa in questi giorni"
“Nulla sarà come prima”. È la constatazione che fa da sfondo al messaggio dei vescovi italiani per la festa del Primo maggio, sul tema: “Il lavoro in un’economia solidale”.
Un invito alla solidarietà, tramite un’offerta per l’emergenza sanitaria in atto. A chiederla a cardinali, arcivescovi, vescovi e prelati che compongono la Cappella Papale è il card. Konrad Krajewski, elemosiniere apostolico del Santo Padre.
Papa Francesco ha celebrato oggi la Messa della Domenica delle Palme, nella basilica di San Pietro. Per la prima volta, la piazza era vuota, come era successo il 27 marzo nella supplica per la fine della pandemia di Covid-19. "La vita non serve se non si serve", l'appello: "Il dramma che stiamo attraversando ci spinge a prendere sul serio quello che è serio". Ai giovani: "Guardate ai veri eroi".