Papa Francesco ha concluso la prima tappa del suo viaggio in Asia e Oceania esortando gli abitanti dell'Indonesia ad essere "seminatori di pace e di speranza" e a "fare chiasso". L'incontro interreligioso nella più grande moschea asiatica e la firma della Dichiarazione congiunta di Istiqlal, per “sconfiggere la cultura della violenza e dell’indifferenza che affligge il nostro mondo”
“L’armonia nel rispetto delle diversità si raggiunge quando ogni visione particolare tiene conto delle necessità comuni e quando ogni gruppo etnico e confessione religiosa agiscono in spirito di fraternità, perseguendo il nobile fine di servire il bene di tutti”.
“Diversi come due gocce d’acqua”. Incontrando il clero nella cattedrale di Nostra Signora dell’Assunzione di Giacarta, il Papa ha scelto le parole della poetessa polacca Wanda Szymborska per spiegare cosa significa essere fratelli.
“Coltivare l’unità nella diversità, in terre complesse e caratterizzate da una ricchezza di fede, culture, religioni e lingue”: sarà questo, probabilmente, un “tema trasversale” del prossimo viaggio del Papa in Indonesia, Papua Nuova Guinea, Timor Lest e Singapore, il 45° e più lungo del pontificato, in programma dal 2 al 13 settembre e grazie al quale Bergoglio toccherà la quota di 65 Paesi visitati.
Papa Francesco ha interrotto il consueto ciclo di catechesi per dedicare la catechesi odierna al dramma dei migranti. Al termine, un appello affinché il Signore "dia pace ai tanti paesi in guerra"