Marco Testi

Marco Testi

A ottocento anni dalle stimmate, san Francesco continua a influenzare la cultura e l’arte

Otto secoli fa, sul monte della Verna, Francesco di Assisi riceveva le stimmate: secondo le parole di Bonaventura da Bagnoregio, “nelle sue mani e nei suoi piedi, incominciarono ad apparire segni di chiodi”. Un episodio che ha ispirato grandi artisti, come Giotto, o (forse) Coppo di Marcovaldo nella Pala Bardi a Firenze, il Maestro di san Francesco nella basilica inferiore di Assisi, o Bonaventura Berlinghieri nella chiesa di san Francesco a Pescia.

Il Vangelo, Gesù, le donne

Una comunità in crisi perché la grande attesa del ritorno si prolungava è uno dei centri focali della narrazione di Luca nel suo Vangelo e nella “continuazione” negli Atti degli apostoli, come viene messo in evidenza in  “Atti degli apostoli – Lettere cattoliche – Ebrei e Apocalisse” (Ancora, 1274 pagine, 60 euro). Un’operazione che tenta di ricostruire l’atmosfera di questa attesa, nella affascinante ma difficile impresa di raggiungere lettori nuovi e vecchi. Soprattutto tenendo conto della dimensione femminile

La Lettera di Francesco sulla letteratura, un inno alla speranza

La lettera non riporta l’atto della lettura ad una dimensione solo culturale, ma lo immerge nella realtà complessiva - e complessa - dell’essere. E fa nomi di scrittori che ci possono essere di aiuto in questi giorni di vacanza o di permanenza a casa per motivi vari: dal lavoro alla difficoltà economica, alla cura dell’altro, come scrive il Papa, “nel caldo e nella solitudine di alcuni quartieri deserti”