In questo racconto cadono molti luoghi comuni, a cominciare dalla percezione dell’anziano come peso e come fastidio e della badante straniera come priva di scrupoli, senza nessuna affettività per chi le è stato affidato.
In “La vita dopo la pandemia” (Libreria Editrice Vaticana) è possibile sintetizzare il messaggio che scaturisce dagli scritti di papa Francesco ai tempi del Coronavirus.
“La globalizzazione dell’indifferenzacontinuerà a minacciare e a tentareil nostro cammino…Che ci trovi con gli anticorpi necessari della giustizia,della carità e della solidarietà”.
Alcuni libri ci mostrano l’importanza degli affetti reali, costruttivi, anche attraverso il sacrificio di sé, contro la cultura dell’attrazione esteriore.
Le sue erano anche favole, nel senso che, come spesso accade nelle fiabe, parlavano ai ragazzini per farsi sentire dagli adulti, con animali che ammoniscono l’uomo a capire bene cosa significhi civiltà. Il suo impatto è tutt’altro che indolore, spiegava e raccontava Sepulveda, non solo sugli animali, ma sui ghiacci, sulle acque, sull’erba, sugli abitanti della terra che hanno seguito altre strade, diverse da quelle della “civiltà”: gli indios, ad esempio, con cui visse per un periodo, comprendendo anche i limiti del suo proprio sguardo di uomo “civile”, perché il loro vivere a contatto con la natura e i suoi prodotti significava la messa in crisi della sua ideologia marxista, che si basava tutta sull’industrializzazione e sulla “modernità” dei mezzi di produzione.