Si celebra il 16 gennaio la Giornata di approfondimento del dialogo tra ebrei e cristiani cattolici. Sono in programma nelle diocesi italiane incontri e tavole rotonde. Intervista a mons. Ambrogio Spreafico, presidente della Commissione Cei per l’ecumenismo e il dialogo: “Vogliamo invitare le comunità a vivere e capire il mondo ebraico come una realtà di uomini e donne che sono in mezzo a noi e che vivono una lunga tradizione di fede che è all'origine della nostra fede cristiana. Gesù era ebreo a tutti gli effetti, come lo erano Maria, Giuseppe e gli apostoli. Siamo tutti – come disse Pio XI in tempi molto tragici – spiritualmente semiti”
Area evacuata, centri di raccolta, aiuti agli sfollati. Il vulcano Taal ancora non ha cessato di tenere la popolazione con il fiato sospeso. Il rientro nelle case sarà difficile: è tutto ricoperto di cenere e sassi. Anche la Chiesa cattolica è in prima linea: le chiese e i seminari sono aperti per dare ospitalità a chi ne ha bisogno e oltre agli aiuti, l’arcivescovo Gilbert Garcera della diocesi di Lipa, chiede preghiere perché presto il vulcano si calmi e la vita possa tornare alla normalità
Testimonianza del vescovo Brian Mascord da Wollongong, nello Stato del Nuovo Galles del Sud. “Le condizioni in costante cambiamento, l’allerta incendi non ancora finita, il fumo denso che rimane e copre molte aree del Paese. In alcuni c'è anche un senso di colpa perché la loro proprietà si è salvata e quella dei loro vicini no. Si chiedono: ‘Perché noi siamo stati così fortunati e loro no?’. Molti invece sono arrabbiati e pongono un’altra domanda: ‘Dov'è Dio in tutto questo?’"
Dopo 30 anni, torna a Breslavia, in Polonia, il 42° Incontro europeo dei giovani animato dalla Comunità ecumenica di Taizé. Un evento che riunirà da domani fino al 1 gennaio 15mila giovani e che ha ricevuto l’incoraggiamento di papa Francesco e leader religiosi e politici. 30 anni fa, osserva fr. Alois, il muro di Berlino era appena caduto, un vento di libertà soffiava in tutta Europa. Oggi il contesto è diverso. “Le divisioni tendono a stabilizzarsi, le generazioni più giovani stanno vivendo con più preoccupazione il futuro. È quindi ancora più importante offrire ai giovani europei l'opportunità di incontrarsi e ascoltarsi al di là delle frontiere”
"I corridoi umanitari sono un modello vincente. Permettono a persone che provengono da situazione di grave vulnerabilità, di poter cominciare una nuova vita, costruirsi un futuro e di integrarsi. È un progetto italiano e come tale fa emergere un’Italia che aiuta e protegge la vita umana, ovunque si trovi, soprattutto se in condizione di vulnerabilità". Ne è convinta Emanuela Claudia Del Re, viceministro per gli affari esteri e la cooperazione internazionale, che al Sir annuncia l'intenzione di proporli all'Ue come una "buona pratica". Tra i progetti futuri aprire corridoi umanitari per 50.000 persone da e verso la Libia per un periodo di due anni. E in Libia si è recato, il 17 dicembre il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, per rilanciare l'azione diplomatica in vista di un accordo negoziale che ponga fine al conflitto in corso tra il generale Haftar e il premier al-Sarraj
Padre Gianfranco Ghirlanda, professore emerito della Facoltà di diritto canonico all’Università Pontificia Gregoriana di Roma, commenta il rescritto firmato da Papa Francersco e pubblicato ieri con cui viene promulgata l’Istruzione “Sulla riservatezza delle cause” e abolito il “segreto pontificio” sui casi di abusi, violenze sessuali e pedopornografia da parte di chierici a danno di minori
All’indomani del vertice di Parigi, il nunzio apostolico in Ucraina, mons. Cluadio Gugerotti, rivolge un appello ai leader Putin e Zelensky: “Avviare un processo di riconciliazione vera e duratura, spronato da una reale volontà di pace, efficace, in grado di generare frutti per il bene delle popolazioni”. “Una persona che muore di freddo al posto di blocco per andare a prendere la pensione, non ha bisogno di sentirsi chiedere se è filo russa o filo ucraina, va salvata”
Dopo la missione alle Nazioni Unite, il card. Miguel Ayuso Guixot, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, è stato invitato a Bruxelles dal gruppo parlamentare Ppe per parlare del Documento sulla fratellanza umana. E ai politici europei lancia un appello: “La paura è il più grande nemico di ogni dialogo”. “Vorrei quindi chiedere di vincere la paura, essere più accoglienti e promuovere progetti di inclusione che ci aiutano a superare questa cultura dello scarto che logora i nostri ambienti sociali”
A scendere in piazza insegnanti, studenti, personale ospedaliero, agenti di polizia, addetti alla raccolta rifiuti, camionisti e lavoratori delle compagnie aeree. Dietro la protesta contro la riforma delle pensioni, "si nascondono un forte malessere sociale e l’impressione che il governo non fa nulla". “La gente si sente condannata”, dice al Sir il vescovo “dei gilet gialli” Bernard Ginoux: “La speranza è che la loro voce sia ascoltata, ma soprattutto che ci siano gesti concreti, che mostrino che c’è la volontà politica di occuparsi dei cittadini”