“Il presidente deve affrontare direttamente i cittadini, spiegare gli eventi che hanno portato alla proclamazione e alla revoca della legge marziale, scusarsi sinceramente con il popolo e assumersi la responsabilità per quanto accaduto”.
Questa mattina a margine dell’udienza generale, il gruppo “Frontiere di pace” di Como ha potuto portare a Papa Francesco due casse di munizioni utilizzate dai russi e trasformate dai volontari in fioriere. Il Papa ne ha benedetta una. L’altra gli è stata consegnata in dono. In un incontro più ristretto, il coordinatore del gruppo Giambattista Mosa e il parroco della parrocchia Santa Maria Assunta di Maccio in Villa Guardia (Como), don Gianluigi Zuffellato, hanno avuto modo di spiegare al Papa il senso di questa iniziativa
Quinto giorno consecutivo di tensioni a Tbilisi, dove migliaia di cittadini sono scesi in piazza per protestare contro la decisione del premier Irakli Khobadidze di sospendere i negoziati di adesione all'Unione Europea fino a tutto il 2028. Davanti al parlamento georgiano si sono verificati scontri tra i manifestanti pro-Unione Europea e la polizia, che ha utilizzato gas lacrimogeni e idranti per disperdere la folla. La testimonianza di mons. Pasotto, amministratore apostolico del Caucaso dei Latini
È stato Papa Francesco all’Angelus di domenica 1 dicembre a sollevare con preoccupazione la questione dell’inverno in Ucraina che rischia di esacerbare le condizioni già estremamente precarie di milioni di sfollati. "Saranno mesi difficilissimi per loro”, ha detto Francesco e “la concomitanza di guerra e freddo è tragica”. Parla mons. Yazlovetskyi, vescovo ausiliare di Kiev e presidente di Caritas-Spes Ucraina: “Rimango in silenzio perché temo di ripetere sempre le stesse cose. Ma per noi il nome della speranza qui in Ucraina è pace. Una realtà che prima davamo per scontata ma che oggi è diventata un dono che imploriamo”
Torna, anche quest’anno, il percorso “Formare i formatori”, promosso dall’Ufficio Nazionale per l’ecumenismo e il dialogo. Mercoledì 27 novembre sono stati presentati i nuovi Web Doc che aiutano a conoscere i vari mondi religiosi. L’obiettivo, sottolinea Barbara Ghiringhelli, collaboratrice dell’Ufficio Cei, è proprio quello di “accrescere la conoscenza dell’altro, aumentare la consapevolezza dell’oggi per essere sempre più in grado di instaurare relazioni di dialogo e di amicizia tra persone e comunità di confessioni e religioni diverse”
Si è aperta a Bruxelles l'Assemblea autunnale della Comece nel giorno in cui a Strasburgo, i parlamentari europei davano il via libera alla Commissione bis di Ursula Von der Keyen. Con 370 voti a favore (su un numero totale di 719 eurodeputati), la Commissione ha ottenuto il sostegno più risicato della storia europea. Mons. Mariano Crociata, presidente dei vescovi Ue, lancia un monito: "L'Europa ha una grande potenzialità, ma se lacerata, rischia di non avere nessuna possibilità di azione"
La Croce pellegrina e l’Icona della Madonna Salus Populi Romani “simboli” della Gmg saranno accolte ed esposte al pubblico il 29 novembre nella cattedrale di Myeongdong dell’arcidiocesi di Seoul, in Corea del Sud, dove si svolgerà la Giornata mondiale della gioventù nel 2027.
Il 2025 è l’anno in cui ricorrerà il 1700° anniversario del Primo Concilio Ecumenico di Nicea. C’è un grande fermento nelle Chiese in vista di questo anniversario. Il Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc) organismo ecumenico, con sede a Ginevra che conta 332 chiese membro, ha deciso di designare il 2025 come anno ecumenico speciale. Ci saranno pertanto eventi, incontri, grandi celebrazioni che si svolgeranno tutto l’anno e in diverse regioni del mondo
La testimonianza di suor Olexia Pohranychna, religiosa della Congregazione delle suore greco-cattoliche di San Giuseppe. Racconta come si riesce a vivere 1.000 giorni di guerra in una città che si trova al confine orientale dell’Ucraina, a pochi chilometri dalla Russia, praticamente sul “fronte” caldo del conflitto. “La mia speranza – dice – è che questa guerra finisca il più presto possibile ma finisca con una pace giusta, non come dice Putin. Noi come popolo ucraino non abbiamo fatto niente contro la Russia. Sono loro ad essere entrati per distruggere e bombardare tutto. Tutti vogliamo la pace. Tutti vogliamo tornare a vivere sereni, andare a dormire tranquilli. La speranza è che la pace arrivi presto".