È stato raggiunto e firmato un accordo formale per il cessate-il-fuoco tra la giunta militare golpista e l’Esercito dell’Alleanza nazionale democratica (Mndaa), un gruppo etnico ribelle attivo nel nord-est del Paese asiatico. L’annuncio della tregua – di cui però non sono stati dati dettagli - è stato dato dalla Cina, che sta mediando tra le parti. Card. Bo: “Gli accordi di pace sono sempre benvenuti. Non c'è sinfonia di pace e stabilità in Myanmar senza che tutte le parti interessate, sia statali che non statali, depongano le armi”.
“Questo mondo lacerato da guerre e conflitti ha bisogno di profeti di speranza, profeti di un tempo di pace in cui la fraternità sia più forte della divisione”. Con questo augurio, il card. Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli, ha accolto nel Duomo di Napoli i leader di 17 chiese cristiane riuniti quest’anno nella città partenopea per la celebrazione ecumenica nazionale che si è svolta nell’ambito della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani.
Sono 33 le diocesi che hanno realizzato incontri e dibattiti per la Giornata del dialogo ebraico-cristiano (17 gennaio) e sono 172 le diocesi che hanno messo a punto un programma ecumenico di incontri di preghiera e tavole rotonde. Riccardo Burigana, direttore del Centro Studi per l’Ecumenismo: “Mai come nel passato, questa Settimana di preghiera testimonia che quando i cristiani si incontrano e pregano insieme, cominciano a conoscersi e a valorizzare i doni che ogni Chiesa porta dentro di sé. Ma soprattutto lanciano un messaggio al mondo: camminare insieme è il primo esercizio per vivere nella pace e con la pace”.
Si celebra il 17 gennaio, alla vigilia della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, la XXXVI Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei. La Giornata anche quest’anno cade in un tempo difficile, “carico di minacce”. Soprattutto dopo i fatti del 7 ottobre2023, è tornato in Europa e in Italia un rigurgito di antisemitismo. L'ultimo fatto drammatico, l'attacco di domenica 12 gennaio alla sinagoga di Bologna. Mons. Spreafico: “Non sono preoccupato, sono molto preoccupato”. “Ci sono troppi io che camminano da soli e il mondo peggiora perché nella solitudine dell'io si diventa nemici e le distanze si allungano. Questa è la tragica realtà in cui viviamo”.
“Vedo oggi in persone che in passato avevano un atteggiamento di normalità nella relazione con il mondo ebraico, una difficoltà a pensare allo stesso modo. Per questo credo sia ancor più necessario mantenere i legami. Se i tempi sono difficili, sarebbe un gravissimo errore se noi non manteniamo i fili che ci legano agli altri e direi in questo caso al mondo ebraico che vive con noi, nelle nostre città, da Bologna a Torino a Roma”.
La decisione di interrompere la trasmissione del gas ha causato momenti di difficoltà reale, in particolare nel territorio separatista della Transnistria, dove si trovano sei parrocchie e alcune comunità religiose. Anche da queste realtà giungono richieste di generatori di corrente, legna e carbone, ma i fondi stanno iniziando a scarseggiare. Mons. Cesare Lodeserto, vicario generale della diocesi di Chisinau e presidente della Fondazione Regina Pacis, fa il punto sull’emergenza