Dopo l'apertura del presidente francese Emmanuel Macron, altri Paesi europei stanno dando il via libera in queste ore all'uso delle armi occidentali contro obiettivi strategici sul suolo russo. Anche il presidente americano Joe Biden starebbe valutando la revoca dei limiti imposti a Kiev sull'uso del materiale bellico inviato. Francesco Vignarca, coordinatore della Rete italiana pace e disarmo: “Se si punta tutto su un'escalation e su un rafforzamento dello scontro, è chiaro che si attutiscono gli spazi per altre strade”
“La montagna è venuta giù alle 3 di notte per conto suo. Come succede ovunque nel mondo. Nessuno può farci niente. Nessun segnale premonitore”. È padre Giorgio Licini, missionario del Pime e segretario generale della Conferenza episcopale della Papua Nuova Guinea a raccontare al Sir la catastrofe che nella notte tra il 23 e il 24 maggio ha investito la provincia di Enga dove una frana ha colpito decine di abitazioni e alcuni villaggi provocando finora – secondo le previsioni delle Nazioni Unite – 2 mila morti, rimasti sepolti sotto la terra. Intanto è partita la macchina della solidarietà e si è mobilitata anche Caritas Australia
È il vescovo greco-cattolico Vasyl Tuchapets, esarca di Kharkiv, ad annunciare in un comunicato che nell’attacco russo del 25 maggio all'ipermercato "Epicentr" hanno perso la vita anche Iryna e sua figlia Maria, 12 anni. Erano parrocchiane della Cattedrale di San Nicola Taumaturgo a Kharkiv. La città ha indetto per oggi, 27 maggio, una giornata di lutto cittadino
Farian Sabahi, giornalista e scrittrice di origine iraniana, parla delle prospettive possibili che si aprono all’indomani dell’incidente in elicottero nel quale ha perso la vita anche il Presidente della Repubblica islamica Ebrahim Raisi: “La partita si gioca esclusivamente tra i ranghi dei conservatori e degli ultraconservatori. In ogni caso, per ora a decidere è sempre e soltanto il leader supremo Ali Khamenei: è lui che ha l’ultima parola su tutto, compresi la politica estera e il nucleare”
“L'isola più vicina al paradiso è diventata l'isola più vicina all'inferno”. Un disperato appello di pace è stato lanciato ieri dalle Chiese cristiane della Nuova Caledonia ed è stato letto dall’arcivescovo cattolico di Nouméa, mons. Michel-Marie Calvet, nella messa di Pentecoste per chiedere la fine delle violenze mentre le strade sono ancora disseminate di detriti e veicoli blindati pattugliano la città. Da giorni le chiese sono state chiuse per ragioni di sicurezza
Katarína Jančišinová, portavoce della Conferenza episcopale slovacca: “Il presidente della Chiesa cattolica, mons. Bober ha invitato i fedeli a pregare e a chiedere la pace per il nostro paese e per tutte le persone. Molto dipende dall'atteggiamento personale di ciascuno di noi. È necessario un cambiamento interiore, la volontà di non nutrire odio, ma di avviare un dialogo sincero e uno sforzo per cercare i punti comuni nella vita personale e pubblica”
“Quando da una parte o dall'altra si politicizza il discorso e non si guarda più al bene comune ma solo alla direzione che si sta prendendo, non si sa cosa può venir fuori”, dice al Sir l'amministratore apostolico del Caucaso dei Latini, a proposito delle manifestazioni a Tbilisi contro l’approvazione ieri in Parlamento della legge sulle "influenze straniere", conosciuta anche come legge “russa” sugli agenti stranieri
È arrivata in Francia, nella città di Marsiglia, l’8 maggio scorso la fiamma olimpica. Caricata a bordo del "Belem", un maestoso vascello a tre alberi del 1896, ha solcato dalla Grecia tutto il Mediterraneo. Fino al 26 luglio, la fiamma attraverserà tutta la Francia continentale e gran parte dei suoi territori d'oltremare. Sarà accolta in più di 400 città. Dalla chiesa di Francia, l’invito alle diverse diocesi di vivere questo “passaggio” come un messaggio di pace. Non è un caso – spiega al Sir Isabelle de Chattelus, direttrice di "Holy Games" – che la fiamma sia arrivata a Marsiglia nei giorni in cui l’Europa celebrava la fine della Seconda Guerra mondiale e la fondazione dell’Unione Europea. “Invitiamo tutte le parrocchie e le diocesi a pregare per la pace al passaggio della fiamma e per una tregua olimpica”.