Maria Chiara Biagioni

Maria Chiara Biagioni

Pakistan. Un giovane cristiano di Faisalabad: “Quando finiranno questi atti di persecuzione e violenza?”

Si respira un clima di paura e apprensione a Faisalabad. Ciò nonostante le chiese rimangono aperte e la solidarietà alle famiglie colpite si è messa in moto. Lo studente universitario si chiede: “Quando verranno garantiti pari diritti e protezione alle minoranze? Quando cesserà finalmente questo trattamento discriminatorio per motivi religiosi?”. E ai giovani europei domanda di “alzare la voce a sostegno dei cristiani pakistani, sostenendo la loro parità di diritti, giustizia e riconoscimento sociale”

Ucraina. Don Sacco: “Non si arriverà mai ad una pace con una soluzione militare”

Un sottomarino U212 Nfs costa 674 milioni di euro, un F35 almeno 130 milioni. Il governo ha deciso di spendere 4 miliardi per uno stock di 200 carri armati Leopard 2. L’obiettivo è di arrivare, come chiede la Nato, a spendere il 2% del Pil per una cifra complessiva di 36 miliardi di euro che corrispondono a 104 milioni di euro al giorno. "Guerra più guerra non fa pace", dice il consigliere di Pax Christi. "Sono stato a Kiev, a Odessa e a Mykolaiv. Essere vicini alle vittime, non lo si fa inviando nuove armi. Lo abbiamo sempre detto come Pax Christi. Lo dice sempre il Papa. Le guerre per finirle non bisogna alimentarle. Qui si alimenta una guerra"

Kherson. Padre Moskalyuk: “Quando ho saputo della famiglia sterminata sotto le bombe, ho pianto”

Domenica scorsa sette persone, tra cui una neonata, suo fratello di 12 anni e i loro genitori, sono state uccise dai bombardamenti nella regione. Da una Kherson sotto attacco parla padre Ignatius Moskalyuk, rettore del locale monastero basiliano di San Volodymyr il Grande. Come vive un prete in guerra? “L’unica risposta che in questo momento mi viene in mente - dice - è l'immagine di un buon pastore che prende sulle sue spalle le pecore ferite, le cura e condivide con loro il dolore. Vivere in tempo di guerra significa vivere sapendo che ogni giorno può essere l'ultimo della vita”

Blocco del corridoio di Lachin. Appello del Patriarca Minassian, “è un crimine contro l’umanità e nessuno fa nulla”

“Avevano promesso di mantenere la via aperta e invece il corridoio è rimasto circondato e bloccato ormai da 6/7 mesi. È un crimine, un crimine contro l’umanità. Ci sono bambini, vecchi, malati, persone affamate. E di fronte a questo scenario di disperazione, nessuno fa nulla. Si dichiari almeno che è in atto un nuovo genocidio”. È Sua Beatitudine Raphaël Bedros XXI Minassian, patriarca di Cilicia degli armeni, a lanciare un grido di denuncia su quanto sta accadendo attorno al corridoio di Lachin. E aggiunge: “L’Europa, gli Stati Uniti, la Russia, tutte le grandi potenze mondiali sono testimoni di un genocidio del 21° secolo ma non fanno nulla”, dice. “Anche nel 1915, gli ambasciatori di tutto il mondo erano presenti, sono stati testimoni di quello che stava accadendo ma non hanno fatto nulla per fermare il genocidio. Oggi quella storia si ripete”.