A fronte di manovre che, nel corso dell’ultimo decennio, hanno impoverito le casse dello Stato di circa 100 miliardi, i benefici reali si sono fatti sentire poco.
La scelta da parte dell’esecutivo dei vertici di alcune grandi realtà economiche che hanno lo Stato quale unico azionista o come azionista più importante.
La rivoluzione tecnologica di tale scelta determinerà una sicura perdita di molti posti di lavoro, dentro un indotto colossale fatto di marmitte, oli lubrificanti, cambi, componenti meccaniche, officine, pezzi di ricambio…