La società italiana rischia di spezzarsi concretamente in due, sul modello sudamericano: chi sta bene e chi non ha i mezzi per un sostentamento dignitoso.
L’idea dei proponenti, al di là dell’essere favorevoli o contrari, avrebbe di fatto contribuito ad aumentare la pressione fiscale, non certo ad abbassarla.
I cambiamenti sono divenuti strutturali: chi si adegua, si attrezza per affrontare un futuro che invece si chiude davanti a chi non riesce ad affrontare questa nuova sfida.
L’autonomia regionale non funziona se non è collegata ad un’autonomia fiscale che, nell’immobile Italia del Gattopardo, appare però come un puro miraggio.
Dobbiamo trovare un equilibrio tra una pandemia che ci perseguiterà per molti mesi a venire, la necessità di avere strutture sanitarie atte ad affrontarla, l’esigenza di non bloccare la macchina economica.
Dobbiamo tutti abituarci – riabituarci – all’idea che si possa vivere più o meno normalmente senza però accalcarci come sardine in un centro commerciale.