Un Consiglio europeo di poche ore, ma carico di tensioni e di interrogativi: nel Palazzo dell’Europa, che ospita a Bruxelles i 28 capi di Stato e di governo per l’ennesimo meeting straordinario sul Brexit, è tutto pronto: consueta scenografia di bandiere e tappeti, misure di sicurezza dentro e fuori il palazzo, sala riunioni allestita, telecamere, giornalisti in gran numero.
"Crampi del cuore". C'è una fame che sentiamo quando ci scopriamo bisognosi di un senso profondo per la nostra esistenza, che va al di là dei “buchi” colmati dal cibo che assumiamo o dagli affetti che viviamo...
Un seminario di studi europei per dire che «in un’Europa preoccupata dallo spread e dalle risorse, e incapace di garantire e promuovere la coesione sociale, è dalle politiche di inclusione che bisogna ripartire». Il seminario, organizzato a Bruxelles da Mcl con Efal, Eza e Fondazione italiana Europa popolare, con il contributo dell’Ue, per fare il punto sul cammino verso un’Europa veramente unita, evidenziando e analizzando anche gli elementi di criticità e le battute d’arresto per poter ripartire puntando alla realizzazione del progetto europeo attraverso nuove politiche di inclusione sociale. Oltre agli italiani il seminario ha visto la presenza di partner europei provenienti da Belgio, Francia, Spagna, Germania, Portogallo, Polonia, Austria, Olanda, Bulgaria e Grecia.
«Ai robot non si può dare un’anima e forse neppure un cervello, ma certo non possiamo lasciare che i robot rubino l’anima all’umanità o che sottraggano posti di lavoro senza trovare un’alternativa valida» così uno dei 52 esperti che per conto della Commissione europea ha elaborato il documento “Orientamenti etici sull’Intelligenza artificiale” reso pubblico in occasione del “Digital Day 2019”. Sul piatto ricerca, innovazione e robotica applicate alla vita di ogni giorno, ma la responsabile al digitale, Maryia Gabriel, ha spiegato che “Al centro si trova l’uomo". Proposte sette linee guida, guardando al futuro.
È stato l’arcivescovo di Rouen, Dominque Lebrun, con un gruppo di 40 giovani della diocesi francese a consegnare mercoledì 10 aprile alla Congregazione per le Cause dei Santi gli atti dell’inchiesta diocesana per la beatificazione di padre Jacques Hamel, il sacerdote di 86 anni sgozzato nell’estate del 2016 da due giovani terroristi. “È difficile dare un tempo”, ha detto al Sir il cardinale Becciu: “Daremo una priorità, dal momento che è desiderio del Santo Padre che si faccia quanto prima”
Sta per concludersi l’esperienza di Gelmino Tosi e Daniela Brunelli al Lui Hospital in Sud Sudan: "Undici mesi volati, ci sembra ieri di essere atterrati a Juba in un aeroporto fatiscente, sotto degli incandescenti tendoni da sagra, rincorrendo le valigie, un luogo che sin dal primo impatto rispecchiava la situazione di difficoltà del Paese in guerra da 5 anni. Poi il breve tragitto in una Juba che ricordava la Saigon degli anni Sessanta, militari e postazioni di mitragliatrici in ogni incrocio, poi l’albergo e gli uffici di Medici con l’Africa-Cuamm con il filo spinato sui muri"
Nei prossimi giorni si deciderà il destino dell’Ospedale Sant’Antonio di Padova. Contro la dismissione del Sant’Antonio dalla AULSS 6 e la sua cessione all’Azienda-Ospedale-Università prevista dalle nuove schede di dotazione ospedaliera 2019-2023 in via di discussione in V Commissione Consigliare Sanità in cui non figura il Sant'Antonio.
Al convegno "Liberi di educare", una delle iniziative per la celebrazione del tricentenario della morte di San Giovanni Battista de La Salle, patrono degli educatori cristiani, si è parlato della situazione della scuola cattolica in Italia. Il convegno ha affrontato la questione del pluralismo e della libertà di educazione, oggi messa a rischio dalla crisi economica che colpisce tutte le scuole paritarie. Un'occasione però anche per rilanciare le caratteristiche e il valore di queste scuole, per pensare ad un cammino di formazione per gli insegnanti e ad un percorso di rete fra le famiglie religiose.