Redazione

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Roma. Al convegno “Liberi di educare” dei Lasalliani: urgente un cammino condiviso fra le diverse realtà

Al convegno "Liberi di educare", una delle iniziative per la celebrazione del tricentenario della morte di San Giovanni Battista de La Salle, patrono degli educatori cristiani, si è parlato della situazione della scuola cattolica in Italia. Il convegno ha affrontato la questione del pluralismo e della libertà di educazione, oggi messa a rischio dalla crisi economica che colpisce tutte le scuole paritarie. Un'occasione però anche per rilanciare le caratteristiche e il valore di queste scuole, per pensare ad un cammino di formazione per gli insegnanti e ad un percorso di rete fra le famiglie religiose.

Fidae. Grazie Papa Francesco, le nostre scuole sono fuori dal “bunker”

La scuola come un bunker? Virginia Kaladich, presidente della Federazione istituti attività educative (Fidae), ringrazia Papa Francesco per l' Esortazione Apostolica post sinodale “Christus vivit” indirizzata “ai giovani e a tutto il popolo di Dio” nella quale ci sono numerosi punti di riflessione ed elementi di stimolo su cui la Federazione si concentra da tempo. «È vero – dice la Kaladich – trasformare la scuola cattolica in un “bunker” è un errore che cerchiamo di evitare aprendo gli istituti a tutti e a tutte le fasce della popolazione, attivando scambi anche internazionali e i diversi soggetti della società civile».

Formazione del clero. Don Asolan (Redemptor Hominis): “Il sacerdote sia più leader che manager”

Un prete in mezzo al popolo più che davanti ad esso, capace di “essere vicino” e di non lasciare nessuno ai margini. Dell’identità e del compito dei preti oggi abbiamo parlato con don Paolo Asolan, preside del Pontificio Istituto Pastorale Redemptor Hominis che, con il Servizio diocesano per la formazione permanente del clero della dicoesi di Roma, ha organizzato all’Università Lateranense il Convegno su “che cosa lasciare e che cosa tenere di quello che si è ereditato dalla tradizione e di quello che oggi il mondo offre”

Per il Sole 24 ore Zaia è il governatore più amato d’Italia: “Non vinco io ma tutta la squadra”

“Rispetto i sondaggisti, che fanno un lavoro difficile, ma un sondaggio resta un sondaggio, e un amministratore perderebbe la propulsione di governo se badasse solo a quelli. Se mi fossi preoccupato dei sondaggi certe scelte non le avrei mai fatte. Il riconoscimento che arriva oggi è alla squadra, Giunta, Consiglio, tecnici regionali. Immagino che il gradimento della gente derivi da questo, dalla percezione del lavoro di noi tutti per loro e i loro problemi. Possiamo dire che, in Veneto, il contratto sociale prende corpo”.