Poste le basi per una nuova legge che regoli i giochi, ponga paletti alla pubblicità e tuteli i minori. Ma il 2014 è stato anche l’anno delle polemiche sulla campagna “Mettiamoci in gioco” e delle sponsorizzazioni delle imprese dell’azzardo agli eventi del non profit.
«Una folla enorme di uomini che si scambiavano sigarette, doni...». Così sulla Difesa un soldato inglese racconta la “tregua di Natale” del 1914. I soldati, spontaneamente, sul fronte occidentale, uscirono dalle trincee e andarono a fare gli auguri ai nemici, si scambiarono piccoli doni, seguirono le funzioni religiose, forse giocarono perfino a calcio insieme.
Corruzione e antipolitica, alla fine, non sono che il medesimo risultato triste di una mancanza di etica all’interno del mondo degli affari e della politica, oltre che il segno di una scarsa disponibilità al cambiamento e alla conversione. Come ricordava papa Francesco ai politici italiani lo scorso marzo con parole che tornano d'attualità.
Sentirsi indispensabili, vanagloria, chiacchiere e pettegolezzi, indifferenza verso gli altri, circoli chiusi, profitto mondano ed esibizionismi. Ecco alcune delle "malattie" da cui guardarsi nel lavoro di Curia. Ma vale per ogni cristiano…
Blitz nella notte al senato. Uno degli emendamenti approvati dalla commissione bilancio alla legge di stabilità prevede che nel caso uno dei giochi registri una perdita della raccolta almeno del 15 per cento all'anno, il governo può adottare "ogni misura utile di sostegno". M5S: «Inaccettabile aiuto al Superenalotto».
A raccontarle non si vede una soluzione, eppure i protagonisti l'aspettano perché nutrono la speranza che una soluzione ci sia. Noi non l'abbiamo, ma il Sinodo sulla famiglia forse l'avrà. Del resto, il cammino di avvicinamento di questi mesi è stato ricco di discussioni e bello di confronti, nel segno della verità e della misericordia. Le domande non mancano, le risposte arriveranno. A Dio piacendo.