Riccardo Benotti

Riccardo Benotti

C’è ancora bisogno della scuola? Quale il senso e le modalità dell’educazione scolastica oggigiorno?

C’è ancora bisogno della scuola? Come dovrebbe cambiare la scuola attuale? Se ne è parlato il 23 febbraio a Roma con la presenza del cardinale Gualtiero Bassetti, presidente CEI e del ministro Marco Bussetti, in un seminario promosso dal Centro studi per la scuola cattolica, che compie vent’anni di attività, e dall’Ufficio Nazionale per l’educazione, la scuola e l’università. Un’occasione per effettuare una ricognizione sulle domande educative rivolte alla scuola (ma non solo) e sul modello possibile di una scuola per il prossimo futuro.

Chiesa e abusi. Superiore e superiori generali (Uisg e Usg): “Chiederemo l’aiuto dei genitori”

A pochi giorni dall'incontro su "La protezione dei minori nella Chiesa", in programma dal 21 al 24 febbraio in Vaticano, l'Unione internazionale superiore generali e l'Unione superiori generali firmano una Dichiarazione dal titolo "L’abuso di bambini è un male ovunque e in ogni tempo: questo punto non è negoziabile". Per i religiosi, sarà fatto "tutto il possibile per trovare una risposta efficace" lavorando insieme "per creare nuove strutture volte a garantire che i rischi siano ridotti al minimo"

Stop al controllo nucleare, Usa e Russia rompono il trattato. “L’Europa è ora più esposta alla minaccia russa”

"I Paesi europei si trovano adesso più esposti a una minaccia russa rispetto alla quale gli Usa dovrebbero rispondere con un maggiore impegno. E questo è difficile, se si considera quel che Trump pensa della Nato". Parla Stefano Silvestri, consigliere scientifico dello Iai (Istituto affari internazionali): "La corsa al riarmo a medio raggio è improbabile perché dovrebbero farla gli Usa o l’Europa. Ma i primi non sono interessati le armi nucleari terrestri, la seconda è divisa politicamente. Ci saranno reazioni diverse anche nei confronti di eventuali minacce russe. Non c’è solidarietà europea"

La politica sui social network. Fabris (Univ. Pisa): “Offrono solo un’illusione di democrazia, le decisioni vere le prendono altri”

"Ormai tutti urlano, e dunque il farlo non è più efficace. Meglio, a volte, un silenzio eloquente. La cultura dei social porta a una polarizzazione delle opinioni: o mi piace o non mi piace. Non c’è la possibilità di argomentare, di esprimere un giudizio sfumato. E la polarizzazione porta allo scontro. La violenza verbale o visiva prima o poi genera altra violenza, anche fisica". Lo sostiene Adriano Fabris, docente di filosofia morale all'Università di Pisa: "Oggi sta subentrando un rapporto più diretto tra politici ed elettori: quello reso possibile dalle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, e in particolare dai social network. È la rivoluzione della disintermediazione". E aggiunge: "Sembra che si possa fare a meno di qualsiasi intermediario, e pure dei comunicatori come professionisti dell’intermediazione comunicativa, perché il politico è ormai in grado, attraverso un account social, di dire la sua direttamente. In realtà questi intermediari ci sono ancora. Il Papa o il Presidente della Repubblica non possono certo avere il tempo di chattare o di mandare un tweet. E tuttavia l’illusione di un contatto diretto permane"

Papa Francesco e la 53ª Giornata comunicazioni sociali: in rete un like alla comunità e un amen al Signore

Per il Santo Padre, "se la rete è occasione per avvicinarmi a storie ed esperienze di bellezza o di sofferenza fisicamente lontane da me, per pregare insieme e insieme cercare il bene nella riscoperta di ciò che ci unisce, allora è una risorsa". D'altra parte, "la rete che vogliamo" è "una rete non fatta per intrappolare, ma per liberare, per custodire una comunione di persone libere". Attenzione "alla disinformazione e alla distorsione consapevole e mirata dei fatti e delle relazioni interpersonali, che spesso assumono la forma del discredito"

Carlo Acutis e l’autostrada per il Cielo. Parla la mamma: “Voleva che le persone capissero l’importanza dell’Eucarestia”

"Riceviamo testimonianze di persone che si sono convertite o riavvicinate alla fede dopo tanti anni in Asia, in Africa, in Australia, negli Stati Uniti, in America Latina, in Europa. È qualcosa di straordinario. Vedo i frutti di quello che ha fatto, pur avendo vissuto soltanto 15 anni". Lo racconta Antonia Salzano, la mamma di Carlo Acutis dichiarato venerabile da Papa Francesco: "Se facevamo un viaggio, la sua preoccupazione era trovare una chiesa vicino all'albergo"

Papa in Romania. Don Wilhelm Danca (Università di Bucarest): “Abbiamo bisogno di unità nella famiglia, nella Chiesa e nella società”

"La visita del Papa sarà una spinta per trovare nuove ragioni per vivere insieme". È l'attesa espressa da don Wilhelm Danca, decano della Facoltà di teologia romano-cattolica dell'Università di Bucarest, per il viaggio apostolico che Francesco compirà in Romania dal 31 maggio al 2 giugno per visitare le città di Bucarest, Iaşi e Blaj e il Santuario mariano di Șumuleu Ciuc