Primo giorno di gara alla 78a Mostra del Cinema della Biennale di Venezia con due titoli che battono bandiera Netflix. Anzitutto “È stata la mano di Dio” scritto e diretto da Paolo Sorrentino – il primo dei cinque autori italiani del Concorso –, opera che ci riporta alla Napoli dei primi anni ’80, colta nell’entusiasmo quasi incontenibile per l’arrivo del campione Diego Armando Maradona; un racconto di formazione dai non pochi echi felliniani. E ancora, il western esistenziale “The Power of the Dog” firmato dalla regista neozelandese Jane Campion, che torna in gara al Lido dopo vent’anni. Protagonista è un magnetico Benedict Cumberbatch. Il punto Cnvf-Sir dalla Mostra sulle proiezioni di giovedì 2 settembre.
Finalmente Venezia! Giunta alla sua 78a edizione, la Mostra del cinema della Biennale di Venezia alza il sipario in maniera scintillante, nonostante soffi ancora forte la minaccia del Covid-19. È però la prima Mostra al tempo del vaccino e del Green Pass, e questo dovrebbe rendere tutto più facile. Al via dunque da oggi mercoledì 1° settembre la competizione che porterà al Leone d’oro, assegnato sabato 11, dalla giuria internazionale presieduta dal regista sudcoreano Bong Joon Ho; accanto a lui, tra i giurati, ci sono la vincitrice di Venezia77 Chloé Zhao (“Nomadland”) e l’autore italiano Saverio Costanzo. Ventuno sono le opere in Concorso, tra cui ben cinque italiane: “È stata la mano di Dio” di Paolo Sorrentino, “Qui rido io” di Mario Martone, “Il buco” di Michelangelo Frammartino, “Freaks Out” di Gabriele Mainetti e “America Latina” di Damiano e Fabio D’Innocenzo.
La 78a Mostra del Cinema della Biennale di Venezia aprirà i battenti dal 1° settembre, con un ricco cartellone. In attesa di vedere a chi andrà quest’anno il Leone d’oro, il punto Cnvf-Sir è dedicato ai film che hanno trionfato di recente al Lido, disponibili sulle principali piattaforme
Giovanni e Monica, atto secondo. La loro storia potrebbe essere benissimo una versione rivista e aggiornata ai nostri giorni di “Romeo e Giulietta” di William Shakespeare, dove le due fazioni familiari sono sostituite da steccati sociali, da fratture e pregiudizi sedimentati tra centro e periferia di Roma, metafora di un Paese stanco, arrabbiato, caotico, ma che sa trovare comunque la voglia di sorridere e sì di rialzarsi. Parliamo di “Come un gatto in tangenziale. Ritorno a Coccia di Morto”, commedia diretta da Riccardo Milani e interpretata da Paola Cortellesi (anche sceneggiatrice) e Antonio Albanese
Settembre non è solo il mese della 78a Mostra del Cinema della Biennale di Venezia. Nella notte tra il 19 e il 20 settembre a Los Angeles verranno infatti assegnati gli Emmy Award, nel corso della 73a edizione dei cosiddetti Oscar della Tv. Il punto Cnvf-Sir di questa settimana è dedicato dunque ai migliori titoli della stagione in gara agli Emmy: il dramma storico sulla Royal Family britannica “The Crown 4” (24 nomination); la miniserie crime sulla periferia americana “Omicidio a Easttown” (16 nomination); la miniserie drammatica “La regina degli scacchi” (18 candidature); la commedia brillante sul mondo del calcio inglese “Ted Lasso” (20 nomination); la serie sulla terza età dall’umorismo folgorante e malinconico “Il metodo Kominsky” (6 candidature)
Tra novità e attesi ritorni. Al centro del punto Cnvf-Sir ci sono due proposte targate Disney. Anzitutto al cinema e sulla piattaforma Disney+ c’è “Jungle Cruise” con Emily Blunt e Dwayne Johnson, un viaggio avventuroso nel cuore dell’Amazzonia con citazioni all’immaginario di “Indiana Jones”, ma in chiave femminile. Racconto per famiglie brillante e avvincente, anche se un po’ sovraccarico. È sempre su Disney+ la serie tv “Turner e il casinaro” (“Turner & Hooch”) che prende le mosse dall’omonimo film cult del 1989 con Tom Hanks. Tra spin-off e sequel, il nuovo progetto si rivela un poliziesco a portata di preadolescenti e famiglie al seguito, dove azione e comicità vanno di pari passo
Sono cinque i registi italiani in gara alla 78ª Mostra del Cinema della Biennale di Venezia (al Lido dal 1° all’11 settembre): Mario Martone con “Qui rido io” con Toni Servillo, opera dedicata alla memoria di Eduardo Scarpetta; Paolo Sorrentino con “È stata la mano di Dio” sul calciatore Diego Armando Maradona, film targato Netflix; “America Latina” dei gemelli Damiano e Fabio D’Innocenzo con Elio Germano; “Il buco” di Michelangelo Frammartino, che torna dietro alla macchina da presa dopo “Le quattro volte” (2010); e infine “Freaks Out”, opera seconda di Gabriele Mainetti dopo il successo di “Lo chiamavano Jeeg Robot” (2015).