Occupa ancora le prime pagine dei quotidiani britannici e i siti la chiatta-caserma “Bibby Stockholm”, ormeggiata nel porto di Portland, attrezzata come centro di detenzione, 222 stanze che dovrebbero ospitare, nei prossimi mesi, oltre 500 richiedenti asilo, in attesa che i giudici decidano della loro richiesta.
“La chiatta ‘Bibby Stockholm’, ormeggiata nel porto di Portland, attrezzata come centro di detenzione, per ospitare, nei prossimi mesi, almeno 550 migranti, è l’ultimo simbolo politico di un approccio populista e inefficiente al problema della migrazione” da parte dei Conservatori, che in questo modo cercano di recuperare voti nel momento di massima distanza dall’elettorato. Davies, docente all’Università di Oxford e all’ateneo cattolico Saint Mary’s University, mostra un giudizio severo verso l’esecutivo di Rishi Sunak
La “Bibby Stockholm”, una chiatta enorme di metallo, destinata ad ospitare fino a 500 richiedenti asilo, ha ormeggiato in questi giorni nel porto di Portland, sulla costa sud del Regno Unito. Nelle stesse ore il governo britannico dava il via definitivo alla controversa legislazione sull’immigrazione che prevede la deportazione in Rwanda per chi arriva illegalmente su piccole imbarcazioni. La posizione della Chiesa cattolica e dalle altre Chiese cristiane
“Come cristiani il nostro punto di partenza deve essere la dignità innata di ogni persona perché ciascuno di noi è creato a immagine e somiglianza di Dio. Noi, quindi, non dovremmo mai considerare le persone che arrivano sulle nostre coste come un problema politico, ma come fratelli e sorelle nei confronti dei quali abbiamo responsabilità e che arricchiscono, in modo importante, le nostre comunità”.
Questo è un anno un po’ speciale, perché è dal 2008, da Sydney, che la diocesi di Nottingham non partecipa a una Gmg. A partire sono ventun giovani adulti, tra i 18 e i 35 anni, tre sacerdoti, don Neil Peoples, don Liam Carpenter, don Lim Gamsi, un seminarista, Michael Furey, e il vescovo Patrick McKinney. “Da due anni abbiamo due gruppi di giovani adulti, a Derby e a Nottingham, che si incontrano almeno una volta al mese - spiega Joe Hopkins, responsabile per la formazione degli adulti, al quale è stato affidato il compito di preparare il gruppo spiritualmente e praticamente -, e la nostra ambizione è di avviarne uno in ogni decanato. Spero che, nel gruppo che va a Lisbona, qualcuno torni motivato ad aiutarci”
Tre giovani inglesi - Charlie Bennett, Bethan Townsend e Sian Thomas-Cullinan - spiegano al Sir i preparativi per la Gmg. Storie personali, vocazione, impegno ecclesiale si fondono in esperienze che condurranno all'incontro con il Papa e con migliaia di altri giovani da tutto il mondo
“Gli embrioni sintetici, ai quali gli scienziati hanno appena dato vita, creano nuovi problemi etici perché, in questo momento, non sappiamo se queste nuove entità sono embrioni oppure no”.
“Non sapevo che cosa aspettarmi perché incontravo Papa Francesco per la prima volta. Pensavo che avremmo scambiato soltanto qualche parola e, invece, abbiamo dialogato a lungo e pregato insieme. E’ stato molto speciale, per me, davvero commovente”. Con queste parole l’arcivescovo di York Stephen Cottrell, il secondo per importanza nella gerarchia della “Chiesa d’Inghilterra”, fa un bilancio dei suoi quattro giorni trascorsi a Roma, dal 20 al 24 maggio, segnati da incontri con i Dicasteri responsabili per l’evangelizzazione, l’ecumenismo e il dialogo interreligioso.
Il curatore, insieme a Gabriele Finaldi, della mostra “Saint Francis of Assisi”, aperta alla National Gallery di Londra fino al 30 luglio, spiega al Sir l'attualità della figura del "poverello di Assisi". Pitture e reliquie attraggono molti visitatori