Il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo provvedimento. La riunione del governo si è svolta a Cutro, in Calabria, nell’evidente tentativo di rimediare alla mancata presenza di membri dell’esecutivo nei giorni successivi alla tragedia. Vediamo i passaggi principali del decreto così come sono stati presentati nel comunicato di Palazzo Chigi, in attesa di conoscere il testo effettivo che sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.
L’unico punto certo è che si tratta di un’inchiesta della procura e che saranno poi dei giudici a emettere una sentenza, ammesso che ne ravvisino la necessità sulla base degli elementi raccolti dai pm.
Con l’ultima legge di bilancio si è deciso che il Rdc sarà abrogato dal 1° gennaio 2024. Che cosa ci sarà dopo ancora non si sa. L’intento del governo è realizzare “un’organica riforma delle misure di sostegno alla povertà e di inclusione attiva”. Già nell’anno in corso, comunque, “ad eccezione dei nuclei familiari al cui interno vi siano persone con disabilità, minorenni o persone con almeno sessant'anni di età”, l’erogazione viene riconosciuta al massimo per 7 mensilità
Che alcune forze politiche si facciano carico anche di interessi settoriali e che i portatori di questi interessi cerchino interlocutori nei partiti non è una novità e non è neanche incompatibile con la fisiologia del sistema democratico.
L’inflazione resta su livelli molto elevati ma la sua crescita rallenta. L’Istat ha comunicato che l’indice dei prezzi al consumo a gennaio è aumentato rispetto al mese precedente dello 0,1%. Su base annua l’incremento è del 10%, contro l’11,6% di dicembre. Una tendenza sostanzialmente in linea con quella rilevata da Eurostat per i Paesi dell’area dell’euro, dove però la media è dell’8,6% rispetto al 9,2% di fine 2022
La legge di conversione è stata promulgata dal capo dello Stato che tuttavia l’ha accompagnata con una lettera alla presidente del Consiglio e ai presidenti di Camera e Senato in cui si dichiarano “indispensabili, a breve, ulteriori iniziative di Governo e Parlamento” per correggere alcune norme che avrebbero potuto giustificare anche il rinvio del provvedimento alle Camere
Sono i partiti il fulcro – nel bene e nel male – del meccanismo alla base della nostra democrazia. E’ al loro livello che il meccanismo si è inceppato.
Il Consiglio dei ministri ha varato la riforma dei poteri e delle procedure per l’attuazione del Pnrr, com’era nelle attese, ma ha fatto notizia soprattutto per il blocco della cessione dei crediti del “superbonus” edilizio, una questione che in termini finanziari si misura complessivamente nell’ordine dei 110 miliardi. Dall’entrata in vigore del decreto, con l’eccezione di specifiche deroghe per le operazioni già in corso non sarà più possibile per i soggetti che effettuano tali spese optare per il cosiddetto ‘sconto in fattura’ né per la cessione del credito d’imposta