Sindaci di centro-destra eletti al primo turno a Latina, Treviso, Imperia e Sondrio. A Brescia (la città più grande in questa tornata di metà maggio) e a Teramo si afferma il centro-sinistra. In altri sette capoluoghi si andrà al ballottaggio tra due settimane: Ancona, Brindisi, Massa, Pisa, Siena, Terni e Vicenza
Le votazioni amministrative della primavera 2023 interessano sindaci e consigli di quasi 800 Comuni, il 10% del totale. Nei rispettivi territori risiedono 7,2 milioni di abitanti, il 12% della popolazione italiana, con circa 6 milioni di elettori
Un primo confronto con le opposizioni sul tema delle riforme istituzionali. Nella biblioteca del presidente della Camera, a Montecitorio, la premier Meloni con un’ampia delegazione della maggioranza (compresi i vicepremier Tajani e Salvini) ha incontrato i rappresentanti dei gruppi parlamentari di opposizione. In forma ufficiale, con uno schema che ha ricordato le consultazioni per la formazione del governo. Il risultato non poteva che essere interlocutorio, trattandosi di una ricognizione iniziale.
Il Consiglio dei ministri che si è riunito il 1° maggio ha varato un decreto legge che contiene “Misure urgenti per l’inclusione sociale e l’accesso al mondo del lavoro”. Ulteriore riduzione del cuneo fiscale e contributivo; misure di contrasto alla povertà in seguito alla fine del Reddito di cittadinanza; allargamento delle possibilità di stipulare contratti a termine: questi i punti principali del provvedimento che interviene anche sulla disciplina in materia di sicurezza sul lavoro.
A differenza del voto amministrativo – è imminente una tornata di elezioni comunali come sempre significative per tanti territori e città – quello europeo è un voto dal carattere eminentemente politico.
Il governo intende utilizzare tutti i fondi previsti dal Pnrr. Nell’informativa resa in Parlamento – prima al Senato e poi alla Camera – il ministro Raffaele Fitto ha ribadito quanto già affermato dalla premier Meloni in risposta all’ipotesi di rinunciare a una parte dei finanziamenti a fronte delle difficoltà di attuazione del Piano. Difficoltà estremamente concrete al punto che già si è consapevoli dell’impossibilità di completare tutti gli interventi entro il termine finale del 2026.