“Realismo”, “prudenza”, “fiducia” e soprattutto “unità”. Mario Draghi ha scelto queste quattro parole come chiave di lettura della conferenza stampa in cui ha presentato il decreto anti-Covid approvato il 5 gennaio a Palazzo Chigi. Con lui i ministri Patrizio Bianchi (Istruzione) e Roberto Speranza (Salute) e il coordinatore del Comitato tecnico-scientifico, Franco Locatelli
È fisiologico che in vista di un appuntamento di capitale importanza come la votazione per il Quirinale emergano posizioni articolate, che si studino tattiche parlamentari e che si facciano conti sulle forze in campo.
Sergio Mattarella ha giurato come presidente il 3 febbraio 2015 e quindi l'avviso di convocazione doveva vedere la luce ed essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale proprio il 4 gennaio 2021. Il comunicato di Montecitorio informa inoltre che la convocazione è stata decisa “sentito il presidente del Senato della Repubblica”. Peraltro nel Parlamento in seduta comune si applica il regolamento della Camera e il dominus è il presidente di questo ramo, bilanciando in un certo senso il ruolo di supplente del Capo dello Stato che tocca, secondo l'art. 86 della Costituzione, al presidente dei senatori
La conferenza stampa di fine anno è stata per Mario Draghi l'occasione di un bilancio. “All'erta ma soddisfatti”, è la sintesi del presidente del Consiglio. Si parte dalla constatazione che la variante Omicron ha aperto “una nuova fase” e che comunque “i vaccini restano lo strumento migliore di difesa dal virus”
In questo Natale segnato ancora dalla pandemia che “ci chiama alla prudenza e alla responsabilità”, il Capo dello Stato avverte che “non ci sentiamo più in balia degli eventi”. Grazie alla ricerca e alla scienza che “hanno conquistato risultati straordinari” e alla dedizione di medici e operatori sanitari, a cui Mattarella esprime ancora una volta “grande riconoscenza”, ora siamo dotati di “strumenti adeguati per combattere il virus”
Restano in vigore tutte le regole già previste. Per la proroga è stato necessario un apposito decreto-legge poiché lo stato d'emergenza ha un limite massimo di due anni e la norma base di quelli dichiarati in risposta alla pandemia risaliva al gennaio 2020
Per i partiti politici rappresentati in Parlamento si avvicina una prova cruciale: sono chiamati a scegliere un nuovo Presidente della Repubblica all'altezza del ruolo
In oltre mezzo secolo il Censis ha analizzato e descritto la società italiana puntando molto sull'autonomia dei processi collettivi e anche stavolta, nel suo 55° Rapporto sulla situazione del Paese, rileva “tanti sprazzi di vitalità, tanta voglia di partecipazione, tante energie positive”. Ma “la pandemia, rimescolando le carte, ha costretto il Paese a porsi di fronte alle opportunità dell'accelerazione negli investimenti pubblici e privati”