Stefano De Martis

Stefano De Martis

Responsabilità diffusa e “leale collaborazione” tra le Istituzioni, ecco cosa serve al Paese per superare l’emergenza

In un momento così complesso e difficile, in cui servirebbe rispetto e colaborazione tra le Istituzioni, non passa inosservato l'atteggiamento di molte Regioni che, da settimane, continuano ad anticipare o addirittura a contrapporre le proprie ordinanze alle decisioni di carattere nazionale. Con una sistematicità che non può non far pensare a un disegno politico, continua il fai-da-te, con esiti a volte grotteschi perché, al di fuori del rispetto dei ruoli e della “leale collaborazione”, il sistema impazzisce verso l'alto e verso il basso

Il dopo pandemia nel rapporto tra Stato e Regioni. Cerniglia (Cranec): “Non occorre introdurre nuove disposizioni costituzionali”

Il discorso sulla ripartenza economica del Sistema-Italia dopo la pandemia – quando per la verità il contagio del Covid-19 è tutt'altro che sconfitto – si mostra in questi giorni fortemente intrecciato con le questioni relative al rapporto tra lo Stato e le Regioni e tra le diverse aree del Paese. Di questo intreccio e dei problemi che pone, anche in termini di conflitti redistributivi, abbiamo parlato con Floriana Cerniglia, ordinario di economia politica all'Università Cattolica di Milano e direttore del Cranec (Centro di ricerche in analisi economica e sviluppo economico internazionale), una studiosa sempre molto attenta al tema dei territori e delle autonomie

Europa e Regioni: settimana cruciale per il governo

Al di là degli equilibri politico-istituzionali, importantissimi, c'è una questione ancora più profonda: riguarda la tenuta unitaria di un Paese che, pur colpito dal contagio in misura estremamente differenziata, ha reagito in modo coeso e reciprocamente responsabile. La solidarietà non guarda i confini amministrativi. Nessuno si può salvare da solo: se lo dicessero anche i presidenti delle Regioni sarebbe un bel regalo a questa Italia martoriata e un buon viatico per una ripartenza che richiederà il contributo di tutti

Gestione dell’emergenza. Il giurista Mirabelli: “Tra Stato e Regioni c’è un problema di competenze”

L'emergenza Coronavirus e la gestione della cosiddetta Fase 2 hanno messo in luce una sorta di "gara" tra le Regioni per la ripartenza, e tra Regioni e Stato. Il presidente emerito della Corte Costituzionale, Cesare Mirabelli, spiega al Sir il cortocircuito di competenze e ricorda il dettato costituzionale: "La competenza statale diventa esclusiva quando si è in materia di profilassi internazionale, come avviene nel caso di una pandemia".

Coronavirus e riapertura aziende. Furlan (Cisl): “Far ripartire il Paese, ma in totale sicurezza per i lavoratori”

L'Italia si trova in un frangente critico: all'emergenza sanitaria si sta affiancando l'urgenza di far ripartire le attività produttive per scongiurare ulteriori scossoni all'economia. Il tutto però evitando che il Coronavirus possa tornare a diffondersi. Ne parliamo con Annamaria Furlan, segretaria nazionale della Cisl: “Ripartire con una politica economica che faccia leva su un grande piano di investimenti pubblici, ma garantendo la salute e la sicurezza in tutti i luoghi di lavoro”

Coronavirus: 750 miliardi per salvare il sistema produttivo Italiano. Conte: “Lo Stato c’è”

Il nuovo decreto-legge inietta nel sistema economico, sotto forma di prestiti garantiti a interesse prossimo allo zero, 400 miliardi di liquidità per le imprese, di cui 200 a sostegno dell'export, che si aggiungono ai 350 attivati già con il Cura Italia. Per la ricostruzione occorreranno ulteriori interventi, a cominciare da un nuovo decreto atteso per Pasqua, e occorrerà un impegno adeguato alla sfida epocale anche a livello europeo