Da “Salì sul monte”, serie di uscite in montagna, ai campi di lavoro a Villa Immacolata Passando per tante altre occasioni di crescita... con uno sguardo alla Gmg di Lisbona del 2023
Giusto un anno fa – era domenica 16 maggio 2021 – il vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla – con una solenne celebrazione in Cattedrale, indiceva (dandone l’annuncio) il Sinodo diocesano della Chiesa di Padova. Era l’avvio di quello che il vescovo definì un “santo viaggio”, a cui veniva invitata e convocata l’intera Chiesa di Padova. Un viaggio che ora entra nella sua tappa culminante, la celebrazione del Sinodo diocesano, che verrà solennemente aperto dal vescovo Claudio nella domenica di Pentecoste – il 5 giugno 2022, alle ore 16.30, in Basilica Cattedrale.
Tre giorni, dal 27 al 29 maggio, per “affrontare” il libro dell’Apocalisse, scelto come filo conduttore dell’edizione 2022, la decima per Padova. In programma – senza sovrapposizioni – meditazioni, dialoghi, visite guidate, teatro, musica... in diversi luoghi della città
Le squadre sono formate, le sorprese sono al loro posto. È tutto pronto per la prima caccia al tesoro universitaria – “Gli 800 segreti di Unipd” – proposta dall’ufficio di Pastorale della cultura e dell’università della Diocesi e dal coordinamento dei collegi universitari cattolici di Padova nell’ambito di “Liberamente”, le iniziative promosse dalla Diocesi per gli 800 anni dalla fondazione dell’ateneo.
La spiritualità coniugale e familiare quanto cambia nei diversi momenti della vita? A questa domanda rispondono, con la loro esperienza, Elena a Davide. Che hanno iniziato la loro storia nel 2005, in coda per l’ultimo saluto a Giovanni Paolo II, mettendosi in preghiera. Il loro racconto contribuisce al percorso, condiviso da Pastorale della famiglia e Difesa, sull’esortazione apostolica di papa Francesco Amoris laetitia
L’Azione cattolica di Padova porta i 17-18 enni a Firenze per “parlare” di responsabilità con La Pira, don Milani, Bachelet. I giovani vanno a Palerno per ragionare su legalità e giustizia
Il cibo scelto da Gesù non è offerta spontanea della natura, ma dato dal lavoro dell’uomo «e questo rivela il valore sacro che Dio riserva alla nostra opera. Il Creatore si offre alle creature attraverso il frutto delle loro mani»