«Pace, non guerra»: tre semplici parole, incisive nella loro essenzialità, e un invito a pregare ogni sera per la fine di ogni conflitto in corso nel mondo, recitando con fede il Padre Nostro.
Grande emozione lo scorso 8 febbraio, nella chiesa dei Servi a Padova, per la veglia di preghiera in occasione dell’8a giornata mondiale di preghiera contro la tratta di esseri umani presieduta dal vescovo Claudio Cipolla.
La Chiesa di Padova è vicina alle popolazioni dell’Ucraina che stanno vivendo il dramma della guerra e in particolare esprime profonda solidarietà alle moltissime persone ucraine che vivono nel territorio diocesano e alle comunità cattoliche di rito bizantino presenti. «La sofferenza della guerra ci tocca da vicino e ci uniamo all’appello di pace di papa Francesco» sottolinea il vescovo Claudio Cipolla – che invita le comunità cristiane a pregare quotidianamente per la pace e in particolare nelle messe della domenica 27 febbraio. Inoltre, in comunione con il santo padre Francesco e con i vescovi italiani, invita a vivere mercoledì 2 marzo, mercoledì delle Ceneri con cui prende inizio la Quaresima, una giornata di digiuno e di preghiera intensa per la pace.
“Religioni e fratellanza in Europa, oggi. L’esortazione dell’enciclica Fratelli tutti” è il tema della prolusione per l’anno accademico 2021/22 della Facoltà teologica del Triveneto, affidata al card. Miguel Ángel Ayuso Guixot, presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso.
Facoltà teologica del Triveneto e Istituto superiore di Scienze religiose di Padova. Il 4 marzo è in programma un open day per conoscere le proposte formative
Dillo al Prof. Sandro Marenco, insegnante al liceo, racconta in un volume la sua esperienza sui social durante la pandemia. Quando ha dato vita a una classe virtuale
La pandemia, con il suo tempo sospeso, ha risvegliato il dibattito sul “valore scuola”. Arrivando a suggerire anche una riforma nella scansione e durata dei cicli
Spazi di dialogo. In quasi tutte le parrocchie si sono conclusi i tre incontri in cui, sono stati “raccolti” punti di rottura del nostro tempo e germogli di speranza. Da questo primo ascolto “usciranno” i temi del Sinodo diocesano