Domenica 21 marzo in tutte le messe è stato ringraziato pubblicamente don Gianni Binotto, per i 50 anni di servizio pastorale a Carpanedo. Alla fine della messa delle 11, con sorpresa generale, è arrivato anche il vescovo Claudio a dare un saluto alla comunità.
L’economia del calcolo e l’economia del dono interpellano chi gestisce i beni delle comunità cristiane, fin dal gesto della donna di Betania che cosparse Gesù col nardo. La riflessione di Vanna Ceretta, economa della Diocesi di Padova
Scrivo queste righe ancora ricco dell’emozione della celebrazione penitenziale “terza forma” con l’assoluzione di tutti i presenti, rito vissuto venerdì sera in parrocchia. Per Natale non avevo osato chiedere l’autorizzazione, fresco com’ero di incarico parrocchiale; per Pasqua l’ho caldeggiata e chiesta, ottenuta e celebrato il rito. E ne sono stato felice.
Se l’Eucaristia fa la Chiesa, è pur vero che l’Eucaristia si compie dentro la Chiesa. Dà visibilità al suo Signore nel mondo, ma è lui che si fa presente. Alla Chiesa, comunità di battezzati, è dato di accogliere il dono della presenza di Cristo che attraverso la fede, la speranza e la carità incrementa la comunione ecclesiale. In tale senso l’Eucaristia fa la Chiesa, perché la sua celebrazione è costitutiva della Chiesa
Sostegno sociale parrocchiale. 263 le parrocchie che hanno ricevuto dalla Diocesi un contributo economico, con l’impegno di raddoppiarlo, per aiutare le persone in difficoltà. Consegnati 847.850 euro di fondi dell’8 per mille. Raccolti dalle parrocchie 649.409 euro. E si continua
«Dal Signore Risorto riceviamo la forza di lottare perché si realizzi il Regno di Dio che è regno di amore, di giustizia e di pace!. Al seguito di questa certezza altri sette giovani e adulti, in Cattedrale e altri ancora nelle rispettive parrocchie, vestiranno stasera abiti bianchi, riceveranno candele accese e avanzeranno nell’assemblea come nuovi discepoli e nuovi missionari del Vangelo».
Questo sabato, nella Veglia pasquale, Nol Doda diventa cristiano e prende il nome di Antonio. Lo accompagnano la moglie Vera, la figlia Aurora e la comunità parrocchiale di Cave che gli è stata vicina in questo cammino. «Celebrare i sacramenti “con” Nol – sottolinea don Florindo Bodin, il parroco – è occasione per rivivere e rinnovare ciascuno il proprio battesimo»