Centinaia di giornalisti hanno partecipato al pellegrinaggio giubilare verso la Porta Santa di San Pietro, in un clima di comunione fraterna e profonda emozione. Partendo all’alba da Castel Sant’Angelo, i partecipanti hanno attraversato via della Conciliazione in preghiera, riflettendo sul ruolo e sulla responsabilità della comunicazione. Il momento culminante è stato l’attraversamento della Porta Santa, accompagnato dalla preghiera e dalla meditazione sul Messaggio del Papa per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. In basilica, i pellegrini hanno vissuto un tempo di preghiera e raccoglimento, riscoprendo la propria missione di comunicatori di speranza e verità
Il pellegrinaggio è un invito a uscire dalla stanzialità e a ritrovare la dimensione relazionale della comunicazione. Nel movimento si intrecciano amore e donazione, mentre il Giubileo diventa appello a varcare la Porta Santa come simbolo di apertura. La speranza, tema fondante dell’Anno Santo, collega la propria esperienza a quella degli altri, trasformando la comunicazione in “arte della soglia”. È un richiamo a oltrepassare il presente, per immaginare insieme un futuro diverso, guidati dal sogno e dalla responsabilità
Nel Giubileo del mondo della comunicazione c’è il rischio che entusiasmo e frenesia eclissino il senso autentico dell’evento. Eppure, la riunione di migliaia di operatori a Roma rimette al centro la Parola come bussola del servizio. Nell’era delle redazioni h24, occorre uno spazio di riflessione personale e comunitaria. Essere pellegrini di Speranza significa narrare il mondo con uno sguardo aperto alla redenzione e al bene
Il Giubileo del mondo della comunicazione - il primo degli appuntamenti del calendario dell'Anno Santo in programma dal 24 al 26 gennaio - è un’occasione preziosa di confronto sui molteplici e complessi aspetti della comunicazione e di rilancio di un impegno comune, di un lavoro in rete, con attenzione costante alle relazioni, alle persone e alle comunità, da accompagnare e promuovere. Proprio in questa direzione la Chiesa si sta muovendo non solo in Europa ma in tutti i continenti, di fronte anche alle sfide delle nuove tecnologie.
“Chi si occupa di comunicazione oggi sta soffrendo molto per le applicazione dell’intelligenza artificiale. Per questo è importante che recuperiate la vostra forza e identità di comunicatori, che hanno una deontologia e degli obiettivi. Si tratta di capire come fare la differenza” in questo “momento difficile e affascinante. Siamo di fronte ad una sfida potente, è importante che ci sia formazione professionale”.
Il Santo Padre, nel messaggio per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, traccia una sorta di decalogo per i comunicatori, in un tempo "segnato dalla disinformazione e dalla polarizzazione". "Guarire dalle malattie del protagonismo e dell'autoreferenzialità", "raccontare le tante storie di bene presenti nelle pieghe della storia", gli inviti per "una comunicazione non ostile, che diffonda una cultura della cura, costruisca ponti e penetri nei muri visibili e invisibili del nostro tempo".
Il mondo sempre più attrezzato e variegato della comunicazione è presente per tre giorni nel denso calendario del Giubileo 2025 con alcuni eventi di rilievo fissati per il 24, 25 e 26 gennaio.
In occasione dell'Anno Santo, le reliquie di San Giovanni Paolo II stanno visitando alcune parrocchie romane; tra queste anche quella di Corviale ed è quasi un ritorno, ricordando la visita che il Papa santo fece proprio qui a San Paolo della Croce, il 1° marzo del 1992
“La decarbonizzazione in corso sta procedendo troppo lentamente rispetto alle esigenze e la ‘nuova architettura finanziaria internazionale’ evocata da Papa Francesco, se compiuta, potrebbe davvero compensare o ridurre gli squilibri tra Nord e Sud del mondo. Si tratta anche qui di una conversione che produca una visione nuova sul mondo e sull’uso delle risorse naturali mettendo al centro il benessere delle persone e del pianeta. Non c’è altra via poiché tutto si lega”, dice al Sir il presidente di Greenaccord