“Continuiamo a pregare insieme, in questo momento di pandemia, per gli ammalati, per i familiari, per i genitori con i bambini a casa… ma soprattutto io vorrei chiedervi di pregare per le autorità: loro devono decidere e tante volte decidere su misure che non piacciono al popolo. Ma è per il nostro bene. E tante volte, l’autorità si sente sola, non capita. Preghiamo per i nostri governanti che devono prendere la decisione su queste misure: che si sentano accompagnati dalla preghiera del popolo”.
L'emergenza sanitaria del coronavirus coinvolge anche i più poveri. Don Ambarus, direttore della Caritas di Roma, spiega come l’aiuto ai più emarginati al tempo dell'epidemia sia una realtà costretta a trasformarsi nelle modalità, ma mai a cessare: "Non vengono dismessi i servizi essenziali, prosegue l’accoglienza e la distribuzione di pacchi caritatevoli". E di coloro che ogni giorno affolano il centro dice: "non possiamo permetterci di abbandonarli ora che hanno più bisogno di qualcuno che li ascolti e li aiuti".
In risposta al momento difficile che le comunità di tutto il mondo si trovano ad affrontare a causa della pandemia del virus Covid-19, S. Em. il Card. Angelo Bagnasco e S. Em. il Card. Jean-Claude Hollerich SJ, rispettivamente Presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali d'Europa (CCEE) e Presidente della Commissione delle Conferenze Episcopali dell'Unione Europea (COMECE), rivolgono a Dio una preghiera comune per aiuto, conforto e salvezza.
Volontari a disposizione degli anziani e delle persone sole chiuse in casa, infermieri di parrocchia, "lunch box" anziché pranzi alle mense per i poveri, letti nei dormitori a distanza di sicurezza. Non si fermano i servizi delle Caritas diocesane per le persone in difficoltà, ma si adattano ai provvedimenti governativi per fare fronte all'emergenza coronavirus. Mancano però i volontari, perché il servizio civile è stato sospeso. Don Andrea La Regina, di Caritas italiana, lancia un appello: "Giovani, dateci una mano"
"Questa pandemia è quanto di più ampio potessimo immaginare. Un'uscita dalla zona comfort, uno squilibrio, un chiudere la porta come prescrizione. Nessun movimento per un debito di attenzione gli uni verso gli altri".
Con il vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno e presidente della Commissione episcopale per l’educazione cattolica, la scuola e l’università della Cei, nonché presidente del Consiglio nazionale della scuola cattolica, facciamo un bilancio a vent'anni dall'approvazione della legge 62 del 2000
Con decisione del 10 marzo viene prorogata fino al 29 marzo la sospensione delle celebrazioni liturgiche nelle 16 diocesi del Giappone. Mons. Tarcisio Isao Kikuchi, arcivescovo di Tokyo, conforta i fedeli: "Non è facile per la Chiesa interrompere le celebrazioni eucaristiche", ma questa rinuncia "non deve essere considerata una sconfitta ma una opportunità per riscoprire la forza ed il potere della preghiera, con la certezza che il corona virus non può fermare la preghiera dei credenti". L'emergenza Covid19, intanto, travolge anche la giornata di commemorazione per le vittime e gli evacuati del grande terremoto dell’11 marzo 2011.
“Ogni persona è chiamata a riscoprire cosa conta veramente, di cosa ha veramente bisogno, cosa fa vivere bene e, nello stesso tempo, cosa sia secondario, e di cosa si possa tranquillamente fare a meno”. Un invito che sembra fatto su misura, in tempi di Coronavirus. A rivolgerlo è il Papa, nella prima udienza generale in sette anni di pontificato che non si è svolta nè in piazza San Pietro, né in Aula Paolo VI e si è conclusa con parole, a braccio, di vicinanza ai malati di Covid-19 e di ringraziamento al personale sanitario che sta fronteggiando l'emergenza sanitaria in atto. Ennesimo appello per la Siria. Un "grazie" al carcere Due Palazzi di Padova per le meditazioni della Via Crucis
“O mia bela Madunina che te dominet Milan”, “conforta coloro che più soffrono nei nostri ospedali e nelle nostre case”; “sostieni la fatica dei tuoi figli impegnati nella cura dei malati”; “infondi sapienza nelle decisioni”.