“Come annunciato congiuntamente da mons. Henryk Hoser, visitatore apostolico a carattere speciale per la parrocchia di Medjugorje e dalla Nunziatura apostolica a Sarajevo, il Santo Padre ha disposto che sia possibile organizzare i pellegrinaggi a Medjugorje”.
Non c’è gioia più grande che rischiare la vita per il Signore. Così Papa Francesco nel suo messaggio per la 56ª Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, che si celebrerà il 12 maggio. Rischiare la vita non ha il sapore dell’azzardo o della ricerca del pericolo, no; ha il gusto dell’intuizione di una promessa che già riesce a scorgere, come se vedesse l’Invisibile. È la vicenda di molti personaggi della Scrittura, uomini e donne che per fede hanno saputo lasciare, partire senza sapere dove precisamente la strada li avrebbe condotti, compiere imprese che mai si sarebbero immaginati; non da supereroi ma da uomini e donne decisi a giocarsi il proprio futuro nella sequela di quella profezia di vita che sempre si accompagna alla promessa di Dio
Padre Hans Zollner, gesuita e membro della Pontificia Commissione per la tutela dei minori, spiega al Sir le novità contenute nel Motu Proprio “Vos estis lux mundi”. "La situazione nella Chiesa universale è molto diversa. Adesso è stata introdotta una legge che non esisteva in nessuna parte della Chiesa nel mondo. Perché in nessuna parte i chierici fino ad oggi avevano l’obbligo religioso di denunciare. Adesso c’è con questa legge. Si tratta di un passo veramente molto importante"
Marco Veronesi, responsabile della Comunità Il Chicco di Ciampino ricorda così Jean Vanier: “I disabili mentali sono le persone più inutili agli occhi di questa società: hanno bisogno di tutto e apparentemente non danno niente. Lui invece capì che queste persone potevano piegare i nostri cuori. Visse sulla sua pelle quanto dice il filosofo francese Emmanuel Lévinas disse: siamo ostaggio dell’occhio indifeso dell’altro”
Una lezione per l'Europa, sulle orme di due grandi santi. È il 29° viaggio apostolico del Papa, in Bulgaria e Macedonia del Nord, in cui ha lanciato un appello a continuare a prendersi cura dei migranti, come è nella tradizione dei due rispettivi Paesi, e ha rilanciato l'urgenza del dialogo ecumenico e interreligioso
Si è spento all'età di novant'anni Jean Vanier. Indebolito dal cancro, era ricoverato presso il Centro medico Jeanne Garnier a Parigi dove nelle ultime settimane era tenuto in cure palliative. L'annuncio della morte è stato dato da Stephan Posner e Stacy Cates-Carney, i due responsabili de “L'Arche International”: "Jean ci ha lasciati alla fine di una lunga vita di eccezionale fertilità”