“La salute mentale riguarda il benessere dell’individuo, dal punto di vista psicologico, emotivo, interpersonale. Inizia con il concepimento e dura per tutta la vita. Va promossa e tutelata intervenendo sui fattori di rischio”, avverte Alberto Siracusano, direttore della Cattedra di psichiatria e della Scuola di specializzazione in psichiatria dell’Università degli studi di Roma Tor Vergata e componente del Tavolo sulla salute mentale della Cei. E occorre fare attenzione, aggiunge, alla "povertà vitale"
Sul fronte delle attività, nel 2018 sono state ascoltate 450 tra persone e famiglie dalla Fondazione barese e dalle 11 diocesi convenzionate. Con alcune diocesi è stato promosso un percorso “per assicurare – scrive D’Urso - le anticipazioni per il rientro in bonis delle persone 'a rischio casa'”. L’esperienza positiva “ha permesso la ripresa del normale pagamento delle rate”; la procedura, visti i risultati, sarà usata anche in futuro
"Una panchina infinita". Sembra essere questo, nella nostra società, il destino dei giovani, la cui condizione "è una specie di Quaresima". Parola di don Armando Matteo, che per il Sir analizza il rapporto tra i giovani e il tempo in preparazione alla Pasqua, cominciando dai frutti del Sinodo e in attesa dell'esortazione apostolica che Papa Francesco firmerà il 25 marzo a Loreto, durante il suo viaggio apostolico
In Niger ci si prepara a vivere la Pasqua, ma questa Quaresima è molto diversa dalle altre: il 17 marzo si ricorderanno i sei mesi dal rapimento di padre Pierluigi Maccalli. Cattolici, cristiani e persone di ogni fede uniti nella preghiera e nel chiedere la liberazione di padre Maccalli, perché la prossima Pasqua sia anche per padre Pierluigi "un passaggio dalla cattività alla liberazione".
Mons. Hermann Glettler, vescovo di Innsbruck, non ha esitato un attimo a mettere in pratica quanto ha scritto nella sua lettera per la Quaresima ed è sceso per le strade.
Gesù esce vittorioso da questa prova, è perciò è modello e speranza anche per le molte tentazioni che la vita di ogni uomo incontra. In questo tempo particolare orientiamo il nostro cuore alla sobrietà, all’essenziale, al primato di Dio e alla sua parola, alla ricerca di ciò che realmente è necessario, guardando al nostro modello Gesù che nel deserto ha orientato il suo cuore
“Ogni singola parola di don Peppe era una parola profetica, capace di toccare le coscienze, schiarire le menti, infondere coraggio, innescare cambiamenti. Gli hanno negato quell’ultima omelia, senza capire che, così facendo, il suo messaggio sarebbe risuonato ancora più forte, amplificato dal martirio”. Ne è convinto don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e di Libera, che ricorda don Peppe Diana a 25 anni dall’uccisione, sull’ultimo numero del mensile “Vita Pastorale” (marzo 2019). Pubblichiamo il testo integrale della sua riflessione.
Nel 2018 oltre 32 mila persone hanno intrapreso uno dei cammini del Belpaese, contro i 27mila italiani arrivati a Santiago. Presentati a Fa' la cosa giusta! i risultati di un'ampia indagine. Il camminatore tipo ha oltre 40 anni, un buon livello di istruzione e spende tra i 30 e i 50 euro al giorno
Qui la stessa Via Crucis tra le strade della Città Vecchia diventa insieme un potente richiamo alla prima Via Crucis, quella percorsa da Gesù tra il chiasso e l’indifferenza, e un simbolo dell’esistenza cristiana nel mondo contemporaneo, che è un camminare sulle orme di Gesù, che va a dare la vita per un mondo e per una umanità in cui sembra prevalere la distrazione continua e la globalizzazione dell’indifferenza. Eppure una comunità di discepoli, anche se pochi e fragili, che seguono Gesù sulla via del dono di sé, in compagnia di Maria e del discepolo amato, è già seme e profezia di risurrezione: di un mondo nuovo, di una civiltà nuova, di una umanità nuova