Nel momento in cui la Chiesa italiana si interroga su come ripensare la trasmissione della fede in un contesto sociale e culturale sempre più secolarizzato, i vescovi indicano come itinerario quello mistagogico seguito dai Padri del IV-V secolo, il cui contesto ricalca quello della nostra società post-moderna, capace di ricomporre l’unità tra fede, celebrazione e vita
Partita la campagna delle Chiese cristiane d’Europa (Kek) per le elezioni parlamentari europee che si terranno dal 23 al 26 maggio. Torsten Moritz, segretario generale della Commissione delle Chiese per i migranti in Europa (Ccme): “Il rischio del populismo e degli estremismi politici ha raggiunto livelli senza precedenti nella storia. È vero che l’Europa ha commesso i suoi errori. Dalla crisi economica e dal modo con cui è stata affrontata in questi anni senza uno spirito di solidarietà vera. Alla questione migratoria. Ma noi continuiamo a dire: all’Europa non ci sono alternative”
Di tante cose si preoccupava e ragionava don Vincenzo: di fatti ecclesiali e di fenomeni sociali, di fede e cultura, di impegno politico e pastorale, di professionalità e volontariato, di gestione manageriale e consacrazione secolare, di efficienza e gratuità, di assistenza terapeutica e direzione spirituale, di azione e contemplazione, di fare e pensare, di locale e universale, di fatiche umane e aneliti religiosi, di fedeltà all’uomo e a Dio, tutto e sempre secondo la logica polare dell’Incarnazione, in riferimento alla quale il fondatore di Casa Rosetta decifrava e viveva quello che possiamo considerare a ragione un vero e proprio carisma, tendendo all’unità delle pur diverse dimensioni, senza mantenerle distanti l’una dalle altre, ma neppure senza avallarne la confusione
Il 19 marzo cadrà il 25° anniversario del barbaro assassinio, per mano della camorra, di don Peppe Diana, parroco a Casal di Principe. Il ricordo di don Raffaele Grimaldi, ispettore dei cappellani delle carceri italiane, che è stato suo amico, dai tempi del seminario. Su iniziativa di don Raffaele in tutte le carceri si rifletterà e si pregherà per don Peppe, perché la sua figura "può aiutare i detenuti a rendersi conto del male fatto e a ravvedersi"
“Ho deciso che l’apertura degli Archivi Vaticani per il Pontificato di Pio XII avverrà il 2 marzo 2020, a un anno esatto di distanza dall’ottantesimo anniversario dell’elezione al Soglio di Pietro di Eugenio Pacelli”.
Padre Hanna Jallouf è il parroco latino di Knayeh, villaggio siriano non distante proprio da Idlib. Francescano siriano della Custodia di Terra Santa, padre Hanna, 66 anni, è rimasto con il suo confratello Louai Bsharat a prendersi cura della sparuta comunità cristiana locale. Tutti i preti e i sacerdoti che c’erano sono fuggiti dopo che molte chiese e luoghi di culto sono stati distrutti o bruciati. Lo stesso parroco fu rapito, nell’ottobre 2014, con altri suoi parrocchiani da un gruppo islamista e poi rilasciato. “Come agnelli in mezzo ai lupi”, dice ricordando le parole del Vangelo. Con il Mercoledì delle Ceneri alle porte, padre Hanna consegna al Sir la prima delle sue riflessioni che accompagneranno il cammino quaresimale verso la Pasqua
Don Luciano Cacciamani è parroco a San Crispino da Viterbo da due anni e mezzo. "Vivacità, prossimità, familiarità", le tre parole-chiave con cui descrive la sua comunità, che accoglierà Papa Francesco. "Mi ha preceduto", rivela a proposito del suo desiderio d’invitarlo. L'incontro con i senza fissa dimora tra i momenti salienti della visita, prima della Messa
In Repubblica democratica del Congo, il missionario dehoniano, 80 anni, ha avviato un convitto che ospita 105 bambini, tutti maschi: "Un esempio per la popolazione"
“Produzione e commercio di armamenti: le nostre responsabilità. Le Chiese e la società civile per un’economia di pace” è il tema del convegno promosso dalle Chiese cristiane e organizzato al Palazzo dei Gruppi Parlamentari per stimolare il confronto tra rappresentanti del governo e delle istituzioni, parlamentari, associazioni di categoria, delle Chiese e della società civile sul tema della produzione e del commercio italiano di armamenti. Un incontro nato per “portare dai margini al centro delle istituzioni le due periferie del Sulcis, in Sardegna, e dello Yemen, connesse dalla morte e dalle armi”, ha spiegato Elizabeth Green della Chiesa battista di Carbonia e Sulcis Iglesiente