Nel 2° tempo del Primo discepolato sono inserite le celebrazioni dei riti che attraverso simboli, segni, gesti fanno compiere liturgicamente quanto i ragazzi e i genitori hanno vissuto negli incontri parrocchiali.
Cresce sempre di più il numero di profughi ucraini che cercano rifugio in altri Paesi europei. Ad oggi secondo le stime dell’Onu sarebbero già quasi 3 milioni. Suor Jolanta delle salesiane di Don Bosco operanti nei Paesi dell’Est, da 25 anni a Leopoli, ci dice che sono decine di migliaia le persone che ogni giorno arrivano nella città, distante meno di 100 chilometri dalla frontiera con la Polonia. Le religiose, nella misura del possibile organizzano per loro i viaggi in Polonia, distribuiscono gli aiuti umanitari, preparano degli invii dei beni di prima necessità e delle medicine verso l’interno dell’Ucraina
I padovani hanno risposto all’orrore dell’invasione russa in Ucraina con un’ondata di generosità inarrestabile. Resta molto da fare, specie nell’accoglienza dei profughi che in migliaia stanno raggiungendo i Paesi europei. Domenica scorsa, sui siti della Diocesi e della Caritas di Padova sono state pubblicate le prime indicazioni per incanalare in modo ordinato questa immensa disponibilità in modo che sia davvero d’aiuto per le famiglie ucraine.
I ragazzi del nostro gruppo sono 52 e, in tempi di Covid, nulla è semplice. In settembre e ottobre abbiamo invitato i ragazzi e le loro famiglie alla messa di alcune domeniche. Bello, sono tanti e partecipano. Si ricomincia a vivere la gioia dell’incontro, dell’ascolto della Parola di Dio, della condivisione.
Mettersi davanti a Dio nella nudità del volto e del corpo. L'intuizione propria di Luca nel leggere e raccontare la trasfigurazione come atto di preghiera deve coinvolgerci. La manifestazione della Bellezza ultima passa attraverso la preghiera, qui e in altri momenti decisivi. Nei sotterranei della storia, nei bunker della guerra
“Sono arrivati ieri a Cascia 10 profughi dall’Ucraina, per lo più donne e bambini, che la nostra comunità ha voluto fortemente accogliere, rispondendo all’appello della Caritas della diocesi di Spoleto-Norcia. Sono vittime in fuga dall’orrore della guerra, che ha portato loro via tutto e hanno bisogno di ritrovare serenità e speranza. Con questa consapevolezza abbiamo aperto le porte del nostro monastero, decise a dar loro una casa sicura dalla quale ripartire. Essere al loro fianco per la rinascita è un dono e una responsabilità: per entrambi ringraziamo il Signore e chiediamo a lui di darci la forza per lasciare nei loro cuori il seme dell’amore e della pace che Santa Rita ci chiama a diffondere”.
Si arricchisce di nuove proposte il doposcuola della parrocchia di Santa Teresa di Gesù Bambino, che da tre anni offre un importante supporto nei compiti a tanti bambini e ragazzi, dell’unità pastorale alla Guizza e non solo. «Due i nuovi progetti: un laboratorio sportivo e un itinerario formativo rivolto a volontari e genitori» spiega don Giuseppe Galiazzo, il parroco.