La Chiesa di Padova è vicina alle popolazioni dell’Ucraina che stanno vivendo il dramma della guerra e in particolare esprime profonda solidarietà alle moltissime persone ucraine che vivono nel territorio diocesano e alle comunità cattoliche di rito bizantino presenti. «La sofferenza della guerra ci tocca da vicino e ci uniamo all’appello di pace di papa Francesco» ha sottolineato il vescovo Claudio Cipolla nei giorni scorsi, invitando le comunità cristiane a pregare quotidianamente per la pace e in particolare nelle messe della domenica. Inoltre, in comunione con il santo padre Francesco e con i vescovi italiani, invita a vivere mercoledì 2 marzo, mercoledì delle Ceneri con cui prende inizio la Quaresima, una giornata di digiuno e di preghiera intensa per la pace.
Quinto tutorial WeCa in collaborazione con il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Don Carmine Arice alla luce del Messaggio di papa Francesco per la XXX Giornata Mondiale del Malato
Si è concluso a Firenze l'incontro dei vescovi e dei sindaci del Mediterraneo. "L'auspicio, condiviso dai vescovi e dai sindaci, è che la Carta di Firenze si diffonda il più possibile nelle nostre comunità religiose e cittadine", dice mons. Raspanti tracciando per il Sir un bilancio dei lavori: "La consegneremo innanzitutto al Santo Padre, al quale va la nostra vicinanza e il nostro sostegno, con l'auspicio di una pronta guarigione"
La Presidenza della Conferenza episcopale italiana, riunitasi questa mattina a Firenze all’indomani della chiusura dell’Incontro “Mediterraneo frontiera di pace”, ha ricevuto da Caritas Italiana un aggiornamento circa la situazione emergenziale in Ucraina. Ai vescovi sono state portate le testimonianze dei responsabili di Caritas Ucraina (Chiesa greco-cattolica) e Caritas Spes (Chiesa latina).
Intermediazione illecita. È il reato che identifica ciò che conosciamo come caporalato. Si chiama intermediazione illecita. Questo reato, previsto dall’articolo 603bis del Codice penale punito con la reclusione da uno a sei anni, è l’attività di chi recluta le persone per destinarle a lavorare presso terzi in condizione di sfruttamento. Alla radice c’è chi si approfitta dello stato di bisogno degli ultimi tra gli ultimi.
“Tante volte – ha detto il Papa – ci lamentiamo per le cose che non vanno nella società, nella Chiesa, nel mondo, senza metterci prima in discussione e senza impegnarci a cambiare anzitutto noi stessi”.