Il primo e più grande dovere per i cristiani riguardo alla propria vocazione è quello di ricordare che la santità non è un lusso per pochi ma un semplice dovere per tutti e se tutti siamo chiamati alla santità vuol dire che questa è possibile, praticabile, raggiungibile. La santità, la pienezza della vita cristiana non consiste nel compiere imprese straordinarie, ma nell’unirsi a Cristo, nel vivere i suoi misteri, nel fare nostri i suoi atteggiamenti, i suoi pensieri, i suoi comportamenti. La misura della santità è data dalla statura che Gesù Cristo raggiunge in noi, da quanto, con la forza dello Spirito Santo, modelliamo tutta la nostra vita sulla sua. Ma a che cosa serve ricordare i santi?
“La strada che conduce al Regno di Dio e alla felicità” è “la strada dell’umiltà, della compassione, della mitezza, della giustizia e della pace”, ed “essere santi è camminare su questa strada”.
Come cristiani siamo chiamati a essere testimoni di un modo diverso di essere accanto all’altro, di guardare al creato per rispettarlo e esserne custodi.
«Un grazie a Sara, Luisa, Giulia e Alberta di Murelle, e a Elisa, Cristian, Alessio, Mattia, Matteo, Monica, Cristiana e Giulia di Caselle». Sono le parole del parroco, don Mirco Zoccarato ai facilitatori scelti per accompagnare le due comunità cristiane nella fase preparatoria verso il Sinodo diocesano e presentati ai parrocchiani durante una delle ultime messe domenicali.