“Gli adulti hanno il compito di far venire ai giovani la voglia di diventare adulti”. L’intervento di don Alberto Ravagnani a Chiesanuova

A metà settembre, a Chiesanuova, è arrivato don Alberto Ravagnani. Io – Federico, 23 anni, - quella sera mi sono ritrovato sul palco, davanti a 220 persone, a intervistarlo. Lì, in un certo senso, si è compiuto un cammino iniziato circa due mesi prima, quando ho letto il suo libro, La tua vita e la mia, e nascevano nella mia mente tantissime domande, troppe. Così ho iniziato ad appuntarle e volevo trovassero risposta.

I musei ecclesiastici e la sfida del futuro. Mons. Azevedo (Santa Sede): “Sguardo sul mondo e dialogo con l’arte contemporanea”

I musei ecclesiastici "non sono soltanto testimoni e custodi del passato: possono costituire un appello a costruire un futuro nuovo e diverso, e questo è il loro valore aggiunto". Ne è convinto il delegato del Pontificio Consiglio della cultura che abbiamo intervistato in occasione del convegno internazionale che si apre oggi a Roma  

Papa Francesco: saluta gli atleti olimpici e paralimpici delle Fiamme Gialle e riceve la medaglia d’oro da Ambra Sabatini

Questa mattina in Aula Paolo VI, durante i saluti che concludono l’udienza generale del mercoledì, Papa Francesco ha incontrato le atlete e gli atleti delle Fiamme Gialle che hanno preso parte alle Paralimpiadi e Olimpiadi di Tokyo, accompagnati in segno di amicizia da quattro rappresentanti di Athletica Vaticana, che in un comunicato riferisce dell’incontro.

Preti in cambio. Sostegno prezioso nel passaggio. Tre voci per restituire l’esperienza vissuta a inizio settembre a Villa Immacolata

«È stato il momento in cui ho preso consapevolezza che il cambiare ministero non era più qualcosa che sapevo solo io, ma che diventava sempre più realtà». Questo il sentire di don Alessandro Fusari – che è stato nominato parroco di San Giacomo di Monselice, Ca’ Oddo, Marendole e Schiavonia – dopo i giorni vissuti a Villa Immacolata, a inizio mese, con i preti “in cambio”. «Quel tempo mi è servito per ripensarmi come presbitero, per ritornare all’origine della chiamata del mio ministero».