Lo storico incontro a porte chiuse con il Grand Ayatollah Al Sistani, l'incontro interreligioso nella piana di Ur e la Messa nella cattedrale caldea di San Giuseppe. Sono i tre momenti che hanno scandito la seconda giornata del Papa in Iraq, per compiere un altro passo sul cammino della fraternità
Il direttore dell’Ufficio catechistico nazionale della Conferenza episcopale italiana è intervenuto alla due giorni di formazione e dibattito promosso dalla Fondazione Missio e indirizzato specialmente ai più giovani. “Se vogliamo realizzare una catechesi che educhi alla missionarietà, alla mondialità, che accompagni i ragazzi a vivere questo spirito di apertura e di accoglienza, dobbiamo seguire un ‘Galateo della comunità’ al cui primo punto c’è ‘l’accorciare le distanze’ e al secondo il ‘prendersi cura’”
«Il metodo che adoperiamo, come centro di ascolto, non è quello di trovare aziende per offrire lavori di pochi mesi, una boccata temporanea di ossigeno, ma di gettare i semi perché le persone possano avere un lavoro continuativo per il loro futuro».
Ciascuno di noi figli di Abramo è chiamato a vivere la stessa traiettoria di uscita dalla “casa paterna” per attuare la propria vocazione, per esercitare la propria fecondità nel mondo che Dio man mano verrà dispiegandoci. Uscire dal cerchio di morte e di non-senso che equivale al “già-da-sempre-fatto” e “già-da-sempre-vissuto” equivarrà anche per noi a fidarci dello Spirito, che muove ogni giorno, quando è davvero Lui a parlare in noi, “da qui in avanti”
Papa Francesco oggi in Iraq e a Qaraqosh, nella Piana di Ninive, i giovani locali fremono per incontrarlo, domenica 7 marzo. Lanciano messaggi e canti in una città che indosserà il vestito della festa. La testimonianza di padre Haitham Hano, francescano della Custodia di Terra Santa, originario di Qaraqosh, venuto apposta da Gerusalemme: "Qaraqosh è sempre stata definita una fontana di vocazioni. Speriamo che da questi visita arrivino altre chiamate"
I 17 Obiettivi di Sviluppo sostenibile fissati dall’Onu devono “starci particolarmente a cuore sia come persone, perché condividiamo l’esigenza di un pianeta migliore e di una vita più degna per tutti, sia come cristiani, perché sulla linea del Magistero di Papa Francesco che si è concretizzato nella Laudato Si’, un bellissimo documento ripreso di recente con l’enciclica Fratelli tutti con nuovi spunti e nuove aperture, possiamo ritrovare alcuni elementi di riferimento”.
Papa Francesco nel suo primo giorno in Iraq lancia un unico grande appello per la pace e per la coesistenza fraterna, dal palazzo presidenziale e dalla cattedrale di Baghdad, esortando a "costruire il futuro più su quanto ci unisce che su quanto ci divide". Guerra, odio e violenza sono "incompatibili con gli insegnamenti religiosi". Come per la pandemia, si tratta di uscire dalla crisi "migliori di prima", partendo dalla consapevolezza che "la diversità religiosa, culturale ed etnica che ha caratterizzato la società irachena per millenni, è una preziosa risorsa a cui attingere, non un ostacolo da eliminare". Ai vescovi: "vicinanza", ai sacerdoti e ai giovani