Un percorso formativo per coordinatori e responsabili di Grest: è la proposta avviata in novembre dall’Ufficio diocesano pastorale dei giovani. Il grest non può più essere improvvisato, va preparato bene. Così da alcuni anni l’Ufficio di pastorale dei giovani e l’Associazione Noi Padova curano una formazione specifica per gli animatori (Grestyle), cui si è aggiunta anche una proposta per i coordinatori e gli adulti in qualche modo coinvolti nel Grest, curata da Matteo Pasqual, pedagogista. Perché “fare un grest è essere un grest”.
I circoli non si perdono d’animo e, nonostante la pandemia non lasci tregua, si rimboccano le maniche e danno il proprio contributo alle comunità parrocchiali. Tante le idee messe in campo: contest fotografico per Carnevale, concorso di disegni on line, serate sulla Fratelli tutti... E, intanto, si pensa al futuro
Il teologo Coda, con una ricca esperienza di dialogo con l’islam sciita: “Il Papa segue una ispirazione che mostra di avere due qualità: la prima è la strategia della pace attraverso l’apertura gratuita e disarmata verso tutti che non ha di mira un tornaconto immediato, ma la testimonianza costruttiva del messaggio di fraternità che viene dal Vangelo. La seconda qualità è che questa strategia non scarta nessuno, apre tutte le porte. È vero che anche all’interno del mondo sciita ci sono sensibilità diverse. Se però tutte sono raggiunte dal messaggio di pace e fraternità del Papa, tutte possono essere sollecitate ad aprirsi a scenari di incontro e di costruzione di un mondo plasmato dalla fraternità universale”
Alla vigilia della partenza di Papa Francesco per l’Iraq (5-8 marzo), la prima storica visita di un Papa nella Terra di Abramo, il Sir ha intervistato Ignace Youssif III Younan, patriarca siro-cattolico di Antiochia che accoglierà Papa Francesco, prima nella Cattedrale di Nostra Signora della Liberazione a Baghdad, subito dopo il suo arrivo in Iraq (5 marzo), e due giorni dopo, a Qaraqosh, i cui abitanti furono costretti alla fuga dall’invasione delle milizie dello Stato Islamico nel 2014
“È importante ricordare anche tutte le famiglie che hanno subito lutti e tutti coloro che ancora sono colpiti dal virus, tutti i malati. Questo gesto, così significativo, è un segno di comunione e di speranza per l’intero Continente europeo”.
La pandemia ha logorato anche il lavoro: c’è affanno, precarietà, timore che i sostegni vengano a mancare, preoccupazione per quando finirà il blocco dei licenziamenti
“È stato un confronto sereno, franco, aperto, su tutti i problemi di maggiore urgenza, a cominciare dalla famiglia, dalla scuola, dal problema dei giovani e dal rapporto tra le istituzioni”.