Intenso momento di preghiera, venerdì 2 ottobre, alle 18, nella chiesa di Santa Maria ad Nives nell’angolo di via Giustiniani di via Ospedale Civile. Presiede la celebrazione don Roberto Ravazzolo. Nella chiesa esposto un quadro dedicato a Maria Madre di Amore e Misericordia.
“Come dire addio ad una persona che stava bene fino a pochi giorni prima ed è morta all’improvviso? Come dire addio ai propri cari senza avere avuto la possibilità di celebrare i funerali? Come dire addio a chi ci manca e non rivedremo più?”.
“Non c’è nulla di più attuale della vita e del messaggio di Francesco. Alcuni anni fa, nel corso di una catechesi, Benedetto XVI lo definì un ‘autentico gigante della santità’, che con la sua gioia ‘continua ad affascinare moltissime persone di ogni età e di ogni credo religioso’.
“Carlo è passato in mezzo a noi come una meteora. Morto a soli quindici anni: quale disgrazia e quale strazio per i suoi e per quanti gli volevano bene! Ma nei disegni di Dio, quella disgrazia nascondeva una grande grazia. Quella meteora ha lasciato una scia di luce che lo rende ancora vivo e operante in mezzo a noi”.
Dal 2012 è attiva, undici mesi l'anno, la raccolta viveri necessaria per le “borse” alimentari per le persone in difficoltà. I parrocchiani, raccontano i volontari, «hanno sempre risposto con generosità alle periodiche raccolte in basilica, secondo il principio che la Caritas deve educare. I membri della comunità si occupano dei poveri che vivono nel loro territorio, con un coinvolgimento che negli anni è cresciuto, dimostrandosi sempre più forte».
Ministri straordinari della comunione. Le limitazioni dovute alla pandemia non fermano la formazione permanente. Anzi, la rinnovano nella modalità: il primo appuntamento si farà in tre e sarà “in presenza” nella chiesa di San Benedetto, non all’Opsa